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Architettura rurale |
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Architettura rurale |
Progettazione sostenibile
Cantine e architettura - il nuovo binomio del paesaggio del vino
Vino
e architettura: da millenni l'uomo usa l'uva per produrre il
vino, ma solo da pochi anni il rapporto fra vino e architettura ha
assunto un nuovo significato.
Se in passato l'abbinamento dei due temi faceva pensare tutt'al più
alle tenute della Toscana o ai castelli della Borgogna, da pochi
anni nel paesaggio del vino hanno fatto il loro ingresso una
moltitudine di nuove case padronali e cantine che conferiscono a
questo settore un'immagine completamente rinnovata.
Moltissime imprese vitivinicole, anche sull'onda di una "moda",
hanno scelto di costruire nuove strutture facendole progettare a
grandi architetti, per rafforzare l'identità e l'immagine del luogo
e sottolineare il proprio brand. Molte di queste realizzazioni sono
opere straordinarie, che valorizzano il rapporto fra questi due
mondi e riescono nel loro intento di porre la cantina al centro
dell'attenzione.
Ma non è tutto oro quello che luccica: il tema progettuale è
tutt'altro che semplice, e ha portato persino architetti celebrati
e famosi ad indulgere in una eccessiva ricerca della forma,
immaginando oggetti che faticano a dialogare con il contesto rurale
e con gli straordinari scenari del paesaggio della vite, con
l'effetto "cattedrale nel deserto"; è spesso ancora
insufficiente anche l'attenzione al tema della sostenibilità
ambientale.
Le cantine del futuro saranno piccole strutture, realizzate
con materiali naturali (terra, paglia, legno, pietra), avranno una
sempre più attenta collocazione nel contesto paesaggistico,
gestiranno in modo ecologico e sostenibile i diversi processi
(energia, acqua, movimentazioni, temperatura, ecc.).
Il
modello
progettuale integrato di cantina naturale che
proproniamo, ispirato
all'architettura naturale,
prevede soluzioni differenziate, adattabili a seconda dei contesti e
delle esigenze, come la
costruzione con pareti in paglia, l'uso della terra
cruda, il controllo della temperatura con la ventilazione
naturale e la geotermia, la fitodepurazione e il riuso delle
acque, l'impiego di energie da fonti rinnovabili,
l'integrazione della sostenibilità anche in campagna con la
coltivazione con i criteri dell'agricoltura biologica e biodinamica.
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Riqualificazione del
paesaggio agrario
Santo Stefano: proposta di riqualificazione di un'azienda
vitivinicola storica
(pdf, 5.5 Mb)
Una
tutela del paesaggio rurale che cerchi di mantenerlo immutato come
una reliquia dentro una teca prescinde dalla comprensione del
rapporto fra l'uomo e la natura che una agricoltura non intensiva
può realizzare. Invece, una corretta valorizzazione del paesaggio
rurale deve basarsi su una tutela "attiva", anche attraverso il
ripristino di colture e attività agricole.
Per questo la proposta di riqualificazione della storica
azienda Serra di Santo Stefano ipotizza la rimessa in coltivazione
dei suoli aziendali con l'uso dell'agricoltura biologica, il
ripristino dell'oliveto, del vigneto e del frutteto, il restauro dei
fabbricati storici con le tecniche dell'architettura naturale, con
proposte ecologiche e compatibili con lo straordinario ambiente del
contesto per portare a nuova vita una porzione di territorio
degradato e in stato di abbandono.
La ricostruzione del percorso storico che alla fine dell'800 ha
portato alla creazione dell'azienda agricola è alla base della
proposta di riqualificazione, che interviene in uno dei luoghi più
belli dell'arcipelago di La Maddalena
rispettando la natura e il paesaggio.
L'ipotesi
di intervento, sviluppata dal nostro Studio nell'ambito del percorso
di analisi progettuale del PUC di La Maddalena, è pubblicata nel
libro "Santo Stefano a La Maddalena - Peacekeeping Design Strategies",
in cui sono riportate fra l'altro le ipotesi di riuso e
riqualificazione dell'isola di Santo Stefano realizzate dagli
studenti delle facoltà di Architettura di Harvard e di Cagliari nel
workshop di progettazione curato dalle due università alla fine del
2008.
Dlgs
192/05, anche i dottori agronomi fra i tecnici per la
certificazione energetica
Dlgs
19 agosto 2005 n. 192 - Dlgs 29 dicembre 2006 n. 311 Attuazione
della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia
testo coordinato
allegati
Agenzia
delle Entrate - Guida al risparmio energetico (con
elencazione dei tecnici abilitati)
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Architettura rurale
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Progettazione sostenibile
Strawbales: costruire
con le balle di paglia
Una
delle modalità costruttive recentemente rivalutate e più
interessanti è basata sull'uso della paglia, un materiale economico,
ecologico, riciclabile, ad elevato potere di isolamento termico,
ideale per la costruzione delle pareti.
La tecnica di costruzione con pareti in paglia è adatta
preferibilmente a piccoli fabbricati residenziali o tecnici da
realizzare nelle aree rurali o periurbane, (case unifamiliari,
agriturismo, case coloniche, stalle, magazzini, ecc.). Le case
in paglia sono sane, ecologiche ed economiche, e costituiscono una
ottima alternativa ai fabbricati in muratura.
Le finiture interne ed esterne possono essere realizzate con
intonaci di calce o terra, mentre le coperture possono essere
realizzate con tetto in legno e manto di tegole, con un aspetto
finale del tutto analogo a quello di una normale casa italiana.
Una casa in paglia è isolata termicamente e acusticamente, e
permette di avere al suo interno il massimo del confort e ogni
comodità di una casa moderna.
Per maggiori informazioni su questo tema
potete inviare una e-mail a
studiocallioni@gmail.com.
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Architettura
naturale
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Progettazione sostenibile
Progettare
sostenibile oggi

L’edilizia
è l’attività umana che produce il maggiore impatto ambientale e il
più elevato livello di inquinamento. Per effetto del
modello dell’edilizia industrializzata, che ha avuto il suo boom a
partire dagli anni ’60 (e che ha prodotto anche il consumo
di suolo e la cementificazione di vaste aree rurali) i
fabbricati urbani e rurali – nonostante gli elevati livelli di
prezzo degli immobili - sono per lo più scadenti, mal progettati,
poco efficienti energeticamente, di scarsa durabilità, e sono
oltretutto quasi sempre costruite con materiali di prevalente
derivazione petrolchimica, inquinanti e pericolosi.
Per rispettare l’ambiente ma anche per migliorare la qualità
delle abitazioni e della vita è dunque necessario ed urgente
adottare criteri costruttivi ecologici, che permettano di limitare
gli impatti e l’inquinamento, per avere case più vicine alla
natura che siano anche più belle e più confortevoli
da abitare.
Per maggiori informazioni su questo tema
potete inviare una e-mail a
studiocallioni@gmail.com.
http://www.paesaggio.net/studiocallioni/
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