Risparmiare acqua con il Biochar: i risultati di una ricerca

L’agricoltura rigenerativa non è solo “ecologica” ma anche “economica”, e l’uso del biochar è una delle tecniche rigenerative che può permettere un significativo risparmio dei costi di produzione di un’azienda agricola, e in particolare, fra gli altri, sui costi dell’irrigazione. Il perchè lo spiega lo studio “Cost Savings from Soil Biochar Amendment: A Spatial Analysis”, realizzato in collaborazione dalla State University del North Dakota e dalla Rice University di Huston, Texas.

Il biochar è un carbone prodotto intenzionalmente per essere utilizzato come ammendante per il suolo. E’ un materiale di colore nero, composto da carbonio organico, prodotto dalla combustione di legno, erba e altri materiali organici, in condizioni di scarsità di ossigeno. E’ ottenuto attraverso un processo di pirolisi ed è utilizzato per migliorare la fertilità del suolo agricolo, favorire l’insediamento dei microorganismi nel suolo e il sequestro della CO2 e permette l’accumulo dell’umidità nel suolo. Una delle principali caratteristiche del Biochar è che non si decompone facilmente, potendo diventare un serbatoio di CO2 lungo termine. Per questo è considerato una delle soluzioni più interessanti per la riduzione dell’effetto dei cambiamenti climatici, visto che permette di intrappolare nel suolo i gas serra presenti in atmosfera.

Oltre a ciò il Biochar da un lato permette di accumulare sostanze nutritive per le piante, riducendo la perdita di nutrienti nel suolo, dall’altro conferisce al terreno la capacità di assorbire l’acqua in eccesso, riducendo proporzionalmente il rischio di deflusso superficiale e di perdita di suolo per effetto del run-off superficiale.

Ma mentre gli esperti sono già da tempo consapevoli di questi benefici ambientali, Jennifer Kroeger e Caroline Masiello, le ricercatrici delle due università sopracitate, hanno evidenziato nel loro studio che non è stata dedicata sinora sufficiente attenzione a come questi vantaggi potrebbero tradursi in benefici economici per gli agricoltori, soprattutto considerando che sono proprio gli agricoltori coloro che hanno bisogno di essere motivati ​​a diffondere l’utilizzo del biochar.

La ricerca ha esaminato diversi studi che hanno esplorato il modo in cui il biochar aumenta la capacità del suolo di trattenere l’acqua. Tale fenomeno si misura con la capacità di ritenzione idrica, un valore che indica la quantità di acqua accumulata nel terreno utilizzabile dalle piante per soddisfare le proprie esigenze idriche. Le ricercatrici hanno dimostrato che l’aggiunta di biochar ai terreni sabbiosi, in particolare, produce notevoli vantaggi nel suolo. In particolare i suoli con un maggior contenuto di sabbia hanno subito maggiori aumenti di capacità di ritenzione idrica. Inoltre le particelle più grandi di biochar, rispetto a quelle più finemente triturate, rendevano il suolo più poroso e disponibile per l’immagazzinamento dell’acqua. Effettuando un test sperimentale esse sono state in grado di dimostrare che, applicando biochar in grande quantità, le esigenze idriche del suolo possono essere ridotte sino al 40%, una quota molto significativa.

Partendo da questo primo dato le ricercatrici hanno provato a capire in quali regioni degli Stati Uniti, caratterizzate da terreni agricoli a matrice sabbiosa, l’utilizzo del Biochar potrerebbe favorire il risparmio idrico. I suoli a matrice sabbiosa interessano diversi territori degli Stati Uniti in cui si riscontrano condizioni di siccità. La ricerca conclude che investire nell’utilizzo del biochar potrebbe consentire agli agricoltori di ridurre in modo significativo l’irrigazione, facendo risparmiare loro grandi quantità di acqua irrigua e conseguentemente notevoli quantità di denaro.

La ricerca inoltre ha sviluppato una formula che per consentire agli agricoltori il calcolo del potenziale di risparmio idrico in funzione dell’aggiunta di biochar al suolo. Lo studio evidenzia anche che per ottenere significativi risultati in termini di risparmio idrico, l’applicazione del biochar deve essere effettuata con quantitativi significativamente più alti rispetto a quellinormalmente consigliati, sebbene anche a quantità basse si producano risultati utili.

Inoltre lo studio, pur rivolgendo la sua attenzione principalmente ai suoli sabbiosi, evidenzia che l’utilizzo del biochar potrebbe portare benefici sostanziali anche agli altri tipi di suolo. Infatti nei terreni asciutti la mancanza di riserve idriche è causa di stress idrico nelle piante e tale fenomeno può compromettere la resistenza alle malattie, la produttività e la qualità dei raccolti. Perciò favorire il mantenimento delle riserve d’acqua nel suolo attraverso il biochar può essere utile a garantire i profitti degli agricoltori in altri modi: potrebbe aiutare a creare le condizioni per colture più sane, che richiedono meno pesticidi costosi e che forniscono rese più elevate, generando maggiori profitti: in altri termini uno dei capisaldi dell’agricoltura rigenerativa.

In ogni modo i consumi agricoli negli Stati Uniti rappresentano l’80% degli utilizzi idrici del paese, una quantità enorme se si considera che e l’agricoltura è minacciata dei cambiamenti climatici e della crescente siccità. Gli agricoltori dovranno utilizzare tutte le risorse sostenibili che possono per ridurre tale consumo.

Fonte: Kroeger et. al. “Water Cost Savings from Soil Biochar Amendment: A Spatial Analysis (Risparmi sui costi dell’acqua dall’aggiunta di Biochar nel suolo: un’analisi spaziale)”. 2020

© Paolo Callioni – APTstudio
ottobre 2020
Per informazioni: aptstudio@paesaggio.net

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