| Paesaggio e Architettura Rurale Territorio e ambiente nelle aree rurali |
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| SCHEDA: PROGETTO DI RISANAMENTO, RECUPERO AMBIENTALE E ACQUISIZIONE DELLO STAGNO DI PLATAMONA | ||
Soggetto presentatore Amministrazione Comunale di Sorso (SS) Motto La progettazione ambientale come strumento per lo sviluppo integrato e sostenibile della Zona Costiera del territorio
Affidamento dellincarico: 12/5/99 Progetto preliminare: adottato dallAmministrazione Comunale il 20/9/99 Primo stralcio esecutivo: in corso di preparazione (entro novembre 99) Successivi stralci esecutivi: realizzazione prevista nellarco di circa 10 anni
Amministrazione Comunale di Sorso
Gruppo di progettazione interdisciplinare (incaricato dallAmministrazione):
CONTENUTI DEL PROGETTO Obiettivi progettuali Lintervento è stato realizzato partendo dalle richieste dellAmministrazione Comunale di Sorso e sulla base dei risultati degli studi di settore (analisi climatica, geologia, agronomia e forestazione, vegetazione e fauna). Esso persegue la finalità di mettere in sicurezza lo stagno di Platamona al fine di garantirne la conservazione e la valorizzazione in unottica di sviluppo sostenibile, secondo i principi della Gestione Integrata della Zona Costiera (G.I.Z.C.) enunciati nel Documento di riflessione dellUnione Europea: "Verso una strategia europea per la Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC) Programma Dimostrativo sulla gestione delle zone costiere della UE 1999". Tenendo conto dei livelli di trasformazione riscontrabili nellarea entro la quale lo stagno di Platamona ricade, la realizzazione degli interventi progettuali dovrà indurre modificazioni ambientali positive, per consentire il ripristino, il miglioramento e la valorizzazione di alcune delle principali componenti ambientali e funzioni ecologiche, attualmente compromesse, oltre al mantenimento di funzioni di valenza economica e territoriale già attualmente presenti. La fase preliminare include un elenco di 25 progetti, da realizzare secondo una tempistica di breve, medio e lungo periodo (indicativamente entro un massimo di 10 anni), per un importo complessivo di circa 9.500 milioni di lire. I progetti riguardano
Motivazioni dellintervento: lo sviluppo sostenibile dellintorno territoriale Lintervento progettuale è stato pensato con riferimento allarea "di progetto" dello stagno, ma tenendo ben presente che un intervento organico non può prescindere dalle componenti territoriali, fisiche e biotiche di unarea ben più vasta entro la quale lo stagno di Sorso-Platamona ricade: la fascia litoranea. Tale approccio analitico trova le sue motivazioni fondamentali nell'esigenza progettuale, condivisa dall'Amministrazione Comunale, di:
Tali finalità sono da perseguire in tempi e modi differenti, ma entro una coerente logica di gestione della fascia litoranea che comprende lo Stagno di Sorso. Secondo tale logica l'intervento proposto, (i singoli progetti), si configura (si configurano) come un piano (un parco progetti) attraverso il quale (i quali) si potranno avviare i processi di conservazione delle componenti naturali integrandole con quelle antropiche e con i processi di sviluppo economici e sociali. In altri termini lintervento o il piano che viene proposto, cercando di superare il concetto di conservazione passiva o fine a se stessa, intende fornire il supporto a soluzioni immediate e orientamenti di sviluppo futuro in linea con i concetti di sviluppo sostenibile della fascia costiera. Essa per sua natura possiede elevata sensibilità contestualmente alla sua notevole suscettibilità duso turistico. Inquadramento urbanistico e ambito territoriale di applicazione Nel P.R.G. del comune di Sorso il biotopo dello stagno ricade in zona F, normato dal piano duso della fascia costiera, oltre che negli ambiti di "conservazione" e "restauro e recupero ambientale". del P.T.P. n. 5. Oltre al P.T. P., sono inoltre presenti i seguenti vincoli:
Lo stagno (compresa la fascia peristagnale) è stato designato come zona umida di importanza internazionale (convenzione di Ramsar), per una superficie complessiva di circa 160 ha. Unarea più vasta (250 ha) comprendente quella precedente è stata dichiarata "oasi permanente di protezione faunistica e di cattura" con D.A. D.A. della RAS n. 18 del 31.01.1996. Larea vasta, che risulta in connessione diretta con il biotopo (dai diversi punti di vista: microclimatico, idrografico, idrogeologico, faunistico, pedologico, ecc,) risulta estesa per una lunghezza di circa 4.7 km lato nord per una fascia di circa 1.1 km, per una superficie complessiva di circa 6 kmq (600 ha) a fronte di 96 ha di stagno. In tale area, oltre allo stagno, sono comprese superfici urbanizzate per circa 60 ha, le superfici agricole, larenile sabbioso, il sistema dunale più o meno evoluto e/o rimaneggiato. Allinterno dellarea vasta così considerata ricade parte del "ginepreto di Platamona"; secondo linventario dei biotopi della Sardegna della RAS, (rapporto dellaprile 1994) si descrive il "ginepreto di Platamona", ma si fa riferimento a specie vegetali e animali proprie dellarea dello stagno, per cui ragione imporrebbe che "larea vasta da considerare" per gli scopi del progetto debba comprendere anche il "ginepreto". Si potrebbe estendere larea da sottoporre a GIZC ad altre porzioni di litorale, ma sarebbe auspicabile definire meglio sia lestensione dalla vasta area che il livello di connessione per armonizzare la salvaguardia del biotopo con lintorno a prescindere da confini comunali, recependo in un unico quadro normativo e gestionale lattuale frammentazione e/o sovrapposizione delle norme e delle destinazioni duso. Il senso di tali frammentazioni e sovrapposizione di norme e utilizzi è ben espresso dalle differenti superfici che nellarco di 30-35 anni sono state sempre oggetto di pianificazione puntuale e settoriale fuori da una visione complessiva sia dei problemi che delle componenti ambientali:
La progressione in aumento delle superfici interessate da pianificazione e/o indagini è assumibile come indicatore, da una parte, della disorganicità o episodicità nella gestione del territorio e, dallaltra, della maggior complessità dellapproccio alla gestione delle risorse ambientali nellottica dello sviluppo sostenibile. Ciò avvalora l'approccio secondo il quale gli interventi proposti di seguito presupporranno il coinvolgimento di Enti e Soggetti sovracomunali (Amministrazione Provinciale, Comune di Sassari, RAS, ANAS, Demanio Marittimo, etc.).
Analisi ambientale e territoriale dellarea di intervento Liter di elaborazione del progetto ha visto la realizzazione di un insieme di studi tematici, con cui sono stati esaminati alcuni principali caratteri ambientali dellarea compresa tra gli arenili prospicienti il mare e lo Stagno di Platamona. Gli studi sono necessari e propedeutici agli interventi di progetto volti al recupero ambientale e alla valorizzazione del biotopo, in unottica di sviluppo sostenibile e di integrazione con il preesistente. La lettura e la descrizione delle caratteristiche ambientali dellarea sono il risultato dellapproccio multidisciplinare realizzato dalléquipe costituita dai professionisti incaricati e dai loro collaboratori. Dalle analisi ambientali è emersa la forte interconnessione esistente fra il settore agricolo, quello stagnale e quello litorale. Solo linterpretazione congiunta delle caratteristiche di tali ambienti e delle relazioni intercorrenti fra di essi può consentire una lettura corretta delle condizioni attuali e delle potenzialità dello Stagno alle quali collegare gli interventi. Lintero sistema costituisce un caratteristico ambiente umido costiero, imperniato sulla presenza dello stagno retrodunale. Tale constatazione, avvalorata dallidentificazione storica della funzione dello stagno, che si desume dallanalisi delle carte del catasto De Candia, oltre che dai descrittori ambientali identificati nello studio, portano a rivedere le linee progettuali degli interventi di sistemazione previsti dallAmministrazione Provinciale di Sassari, volti a favorire gli scambi fra stagno e mare attraverso il canale Abbacurrente (costruito negli anni della Bonifica). Il collegamento a mare dello stagno, nel passato, avveniva invece attraverso un canale naturale per cui, in funzione delle precipitazioni, le acque erano smaltite attraverso le sabbie o, a seconda delle portate, direttamente a mare. Le caratteristiche dulcacquicole dello stagno sono infatti confermate dal rilevamento delle comunità vegetali, delle specie floristiche e faunistiche presenti, e le indagini - e conseguentemente le proposte progettuali - sono state orientate al rispetto delloriginale natura del biotopo, nella prospettiva di un ripristino delle caratteristiche naturali e della rimozione delle cause di alterazione e di minaccia. Climatologia Lo studio ha determinato i caratteri climatici dellarea di interesse dello stagno di Platamona. Gli aspetti di maggiore rilievo che sono emersi dallo studio riguardano:
A partire dalle fasi di realizzazione esecutiva del primo stralcio alcuni aspetti climatici dovrebbero essere monitorati; in particolare si renderà necessario uno studio sui dati di deflusso del bacino idrografico del Rio Buddi Buddi, su cui non è stato possibile effettuare verifiche precise. Geologia Larea è costituita da un sistema di depositi sedimentari miocenici (calcari e calcareniti), che erosi ospitano la valle del Buddi-Buddi (Rio S. Michele). Lestensione attuale dello specchio dacqua è quanto rimane di un sistema più esteso rimaneggiato dalla pressione antropica, che nel corso degli anni ha operato "bonifiche", frazionato la sua superficie e sottratto spazi alle acque con lavanzare delle aree coltivate (zona SE dello stagno). Analisi agronomico-forestale Lanalisi consente di determinare una sostanziale non suscettività dei suoli dello stagno (e delle sabbie) alluso agricolo (tali substrati vanno invece difesi perché sede di elevati valori di naturalità) a fronte di una ottima suscettività alle produzioni agrarie dei suoli della zona retrostante. La marcata eterogeneità (seppur sistemica) delle caratteristiche dei suoli e delle forme di land use evidenziano la necessità di porre come obiettivo prioritario per un intervento lintegrazione dei diversi ambiti territoriali presenti nellarea attraverso:
Per quanto riguarda gli eventuali ulteriori interventi edificatori nellarea, questi devono mirare quanto possibile al recupero dei manufatti esistenti e alla loro valorizzazione ambientale (arredo verde). Leventuale introduzione di nuove costruzioni deve essere eseguita quando strettamente indispensabile nel pieno rispetto del paesaggio. Vegetazione naturale e fauna Le fitocenosi rilevate e riferite agli habitat presenti sono: 1) Vegetazione psammofila (xerofite e alofite)
2) Vegetazione igrofila caratterizzata essenzialmente da Schoenus nigricans e Erianthus ravennae - Schoeneto - Erianthetum, Inuletum e Scirpeto Juncetum; 3) Vegetazione stagnale
4) Vegetazione igrofila con residui puntiformi di boscaglie umide a Salix, Populus, Tamarix; 5) Vegetazione xerofila con residui puntiformi (siepi e/o macchie da campo) a Chamaerops humilis - Oleo-lentisceto. In sintesi, le singole componenti analizzate (vegetazione, flora e fauna), consentono di affermare che larea vasta funzionale allo stagno è interessata da fenomeni di:
Tali fenomeni, se non arrestati, potranno determinare:
In funzione di tali evidenze le indicazioni scaturite dalle ricognizioni sulla vegetazione, flora e fauna dovranno orientare lintervento nel suo complesso a:
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