Paesaggio e Architettura Rurale  
Territorio e ambiente nelle aree rurali

PIANO URBANISTICO COMUNALE DI LA MADDALENA


Cala Gavetta a La Maddalena

Paesaggio e architettura rurale

2a Rassegna Urbanistica Regionale - Cagliari 22-27 novembre 1999 -

Estratto dal catalogo "I piani e i progetti in rassegna"

 

SCHEDA: PIANO URBANISTICO COMUNALE DI LA MADDALENA

Soggetto presentatore

Amministrazione Comunale di La Maddalena (SS)

 Motto

L’ambiente dell’Arcipelago elemento qualificante della pianificazione del territorio di La Maddalena

Ambito territoriale e amministrativo

Territorio comunale di La Maddalena: Isola Madre, Caprera, S. Stefano e isole minori

Tipo di strumento urbanistico

Piano Urbanistico Comunale

Stato di attuazione

Progetto preliminare: adottato dall’Amministrazione Comunale nel 1996

Progetto di massima: presentato all’Amministrazione nel 1998 e mai adottato

Progetto definitivo: in corso di presentazione (*)

(*) nota: il progetto definitivo è stato poi presentato nella primavera 2001

Struttura di esecuzione

Amministrazione Comunale di La Maddalena

Dott. Mario Birardi - Sindaco di La Maddalena
Arch. Roberto Cera - Assessore all’Urbanistica 

Dott. Antonio Frau - Assessore alla Cultura
Geom. Francesco Isidori - Ufficio Urbanistica

Progettisti incaricati:

Ing. Enrico Corti
Arch. Giovanni Maria Campus
Arch. Andrea Ricci

Consulenti territoriali:

Dott. Agr. Paolo M. Callioni
Dott. Geol. Fausto A. Pani

CONTENUTI DEL PROGETTO
Lo schema di indirizzo

Lo schema di assetto urbanistico che si propone come indirizzo progettuale per il PUC di adeguamento, assume come condizioni determinanti:

  • l’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena;

  • la normativa e l’articolazione del Piano Territoriale Paesistico;

  • l’interpretazione delle problematiche urbanistiche in riferimento a indicazioni programmatiche e agli studi precedenti, filtrati e verificati dalle nuove basi conoscitive.

L’istituzione del Parco qualifica l’arcipelago come uno dei (pochi) luoghi forti del Sistema Ambientale Nazionale e sancisce il riconoscimento dei valori paesistico ambientali non solo come beni da tutelare ma soprattutto come risorse fondamentali per rigenerare le nuove economie del territorio.

La conseguenza urbanistica più immediata è la caratterizzazione del Piano come progetto della città ambientale: Maddalena, città parco, riassume il ruolo di capoluogo del sistema ambientale dell’arcipelago. La città appartiene al sistema ambientale, e – reciprocamente – il sistema ambientale è strutturato dalle relazioni antropiche che si incentrano e si irradiano dalla città. L’impostazione del Piano deriva dunque dall’interpretazione morfologica del sistema ambientale e definisce la trama degli itinerari terra-acqua e dei percorsi che esplicitano e materializzano l’unità del sistema.

Il piano territoriale paesistico definisce le “condizioni vincolanti” e propone la prima macroarticolazione del territorio in ambiti differenziati.

L’Isola madre è sostanzialmente articolata:

  • nella parte meridionale, nella quale si collocano gli ambiti dell’urbano;

  • nella grande fascia di salvaguardia, che l’attraversa in direzione (Sud-Ovest)-(Nord-Est);

  • nei due ambiti costieri (orientale e nord occidentale) di salvaguardia attiva e valorizzazione.

Lo schema di indirizzo assume tali indicazioni vincolanti come riconoscimento dei diversi gradi di trasformabilità territoriale e suggerisce l’integrazione con un areale, (che si incunea tra le possenti configurazioni delle rocce affioranti) di giacitura (Sud-Est)-(Nord-Ovest), nel quale alcune preesistenze antropiche possono indurre significative espressioni di paesaggio rurale (non urbano).

Le problematiche urbanistiche, in questa ridefinizione preliminare, si riconducono ai temi fondamentali dei “margini”:

  •      il fronte delle acque, da ridefinire come sistema continuo e integrato di “portualità diffusa” – linea degli scambi terra-acqua interni all’arcipelago; in questo quadro, tenuto conto del rafforzamento verso levante dell’insediamento, la portualità principale (macroaccessibilità dall’esterno) è mantenuta nel settore orientale (Cala Mangiavolpe) con l’ipotesi di una riorganizzazione funzionale dell’isola Chiesa

  •      Il margine verso l’interno dell’Isola, da ridefinire come sistema di parchi e attrezzature interconnesse fra loro da viali urbani di cintura come parte integrante degli itinerari ambientali, rappresenta l’espressione progettata della conciliazione tra l’ambiente antropico e quello naturale. L’organizzazione interna del sistema urbano è descritta in questa fase limitatamente alla individuazione dei “campi di localizzazione”: attorno al centro storico si riconoscono gli ambiti di localizzazione delle zone di completamento e di espansione, in aderenza ai limiti individuati dalla pianificazione paesistica. 

Il sistema ambientale

Il carattere predominante risultante dall’analisi del territorio dell’isola Maddalena e di tutto il suo Arcipelago è l’elevatissimo valore paesaggistico e naturalistico.

In particolare la realizzazione del parco marino dell’Arcipelago pone l’isola in condizione di valorizzare le proprie caratteristiche ambientali e paesaggistiche attraverso la disponibilità di nuove risorse economiche a ciò specificamente deputate. Il nuovo modello di turismo che ci si può attendere potrà essere vantaggiosamente gestito in un’ottica di rispetto per la natura associata alla presenza dell’uomo.

Pertanto la pianificazione di Maddalena deve essere indirizzata verso un’integrazione fra i caratteri ambientali del territorio e gli interventi antropici effettuati. In tal senso l’idea di orientare lo sviluppo urbanistico di La Maddalena verso un modello di città parco risulta particolarmente positiva, e può consentire anche una valorizzazione - in piena coerenza con gli obiettivi ambientali - delle qualità estetiche della città e della sua vivibilità.

Momenti qualificanti di tale obiettivo urbanistico risultano così l’identificazione di alcuni poli ambientali- culturali dentro la città (l’area di Villa Weber, la Crucitta, la Renella, l’area grossomodo retrostante la zona militare fra casa Susini e casa Guardioli, la pineta sotto Guardia Vecchia), una intervento di integrazione e risanamento urbanistico della fascia settentrionale di contorno all’abitato, la bonifica della discarica.

Inoltre si sottolinea l’importanza di dare impulso anche alla cura del verde urbano, attraverso un piano di valorizzazione degli spazi verdi pubblici, fondamentali per conferire anche all’area urbana una caratterizzazione ambientale. In particolare adeguato rilievo deve essere dato al problema delle manutenzioni del verde, ed è auspicabile l’adozione di un piano del verde urbano.

Per quanto riguarda il territorio extraurbano del Comune di La Maddalena le analisi della capacità e suscettività d’uso dei terreni, descritte nello studio agronomico forniscono le indicazioni d’uso del territorio, che risulta generalmente poco suscettivo dal punto di vista agricolo, con l’eccezione di alcune piccole aree che risulta opportuno valorizzare.

Anche al di fuori del margine costiero, emerge con chiarezza la vocazione ambientale del territorio, che deve essere assecondata, se si vuole realizzare uno sviluppo armonico dell’area che, in un’ottica di sostenibilità, favorisca un miglioramento delle caratteristiche sociali ed economiche dei suoi abitanti e di chi opera in essa. Le eventuali strutture turistiche, agricole, agri-turistiche, dovranno possibilmente essere compatibili con tale indirizzo, e dovranno essere orientate a favorire una fruizione associata alla tutela delle componenti naturalistiche e ambientali.

Eventuali interventi di valorizzazione ambientale (creazione di parchi, forestazioni, giardini, interventi di ingegneria naturalistica) dovranno essere realizzati con interventi qualificati e utilizzando specie di pregio solo dopo un’attenta verifica delle compatibilità ambientali. Infatti a fianco degli effetti negativi dell’inquinamento e dell’edificazione talvolta si possono creare effetti altrettanto negativi anche attraverso interventi di forestazione effettuati senza una valutazione delle caratteristiche di insediamento delle specie sufficientemente attenta, o attraverso altri interventi che comunque procurino un impatto di rilievo sull’ambiente.

Per quanto riguarda gli aspetti edificatori, questi devono mirare quanto possibile al recupero dei manufatti esistenti e alla loro valorizzazione ambientale (arredo verde). L’eventuale introduzione di nuove costruzioni - quando possibile e necessaria - deve essere eseguita nel pieno rispetto del paesaggio e riducendo al minimo i movimenti di terra, che spesso sono causa di innesco di fenomeni di erosione.