Paesaggio e Architettura Rurale  
Territorio e ambiente nelle aree rurali

ARTICOLI E CITAZIONI

L’Unione Sarda, 27/8/01

La Maddalena.
S’infiamma la polemica sugli interventi edilizi del Piano urbanistico
Cemento sulle isole? La città si spacca
Previsti 20mila metri cubi a Spargi, S. Maria, Budelli e Razzoli

La Maddalena L’Amministrazione Birardi lo aveva garantito: «Entro i primi sei mesi di legislatura la città avrà il suo Piano urbanistico».
Solo dopo quattro anni, e in maniera piuttosto frettolosa, il Puc è invece arrivato in aula per essere sottoposto all’attenzione delle forze politiche e sociali. E le polemiche non si sono fatte attendere, anche se la giunta “ulivista”, confidando sulla mancanza a La Maddalena di un vero strumento urbanistico dal 1972, probabilmente non le aveva previste. Su un territorio dove l’edificabilità è ormai ridotta all’osso, all’interno di un Parco nazionale che fa pesare le sue esigenze, mai strumento politico di programmazione aveva avuto un viatico così travagliato.
Se per la maggioranza il Puc è lo strumento «necessario per definire finalmente delle regole» (Stefano Filigheddu, Ds), per l’opposizione si tratta di uno «strumento di gratificazione politica ai “compagni”, prima che la loro esperienza amministrativa si concluda» (Francesco Bardanzellu, An). Polemiche di stampo partitico a parte, la disputa si gioca su un aspetto ben più importante: le possibili concessioni volumetriche sulle isole di Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli. Su questo punto, i fronti politici e la cittadinanza sono nettamente divisi. E la questione è rimbalzata anche sui quotidiani nazionali, che hanno avviato un dibattito sulla possibile colata di cemento su quattro delle più belle isole del Mediterraneo. Cosa c’è di vero? In realtà, gli estensori del Puc hanno previsto circa 5000 metri cubi edificabili per isola, per un totale di 20mila metri. Una volumetria consistente, specie se si considera la particolarità delle isole. I motivi? Secondo i tecnici, quei metri cubi serviranno alla creazione di servizi in considerazione dei circa 60 mila turisti che, secondo le previsioni, sbarcheranno nelle prossime estati sull’arcipelago. Insomma: tanti visitatori probabili, tanti servizi necessari. Ma anche sulle scelte di fondo legate all’edilizia turistica i pareri sono discordanti. Per alcuni bisognerebbe puntare sul piccolo albergo familiare, altri propendono per strutture di lusso. Aldilà delle posizioni contrastanti, lo stesso piano ha previsto insediamenti alberghieri a nord dell’isola madre di circa 450mila metri cubi, che esigono, se attuati, una moltiplicazione di interventi di servizio su tutto il territorio comunale.
Un dibattito accesissimo. Anche perché, sino a qualche decennio fa, la possibilità di nuove volumetrie nelle isole non veniva neppure considerata. Il presidente del Parco, Ignazio Camarda, ha recentemente ribadito che l’Ente «sulle isole è contrario ad ogni ulteriore edificazione». Ulteriore, perché in realtà vi sono già delle costruzioni (casematte, caserme, fortini) e qualche casa privata. Un caso a parte è quello di Santa Maria, l’unica isola edificata nella parte occidentale dell’Arcipelago, sulla quale anche i contrari ammorbidiscono la linea, poiché «si potrebbe intervenire per creare i servizi necessari» (Giovanna Sotgiu, ex consigliere della giunta Serra). Ma anche l’Ente parco è in ritardo, fa notare l’ex sindaco Romeo Armellini (Ccd-Cdu, opposizione) «perché doveva proporre un piano del Parco entro sei mesi dall’insediamento del comitato provvisorio e invece, dopo tre anni, non l’ha ancora fatto». E c’è anche chi, tra le file dell’opposizione, giudica inutile il confronto «È una discussione oziosa Ñ afferma

Francesco Nardini