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La Nuova Sardegna, 26 settembre 2000
Il consiglio alle prese col Puc
A La Maddalena le
aree commerciali sono insufficienti
ARCIPELAGO DI LA MADDALENA - Sono necessarie le regole.
Già, le regole: con uno strumento di disciplina degli interventi sul territorio
datato e non piu' consono ai tempi, i cittadini invocano il piano urbanistico
comunale. L'assemblea civica ha discusso, giovedì scorso, questo tema basilare
del programma amministrativo della maggioranza di centro sinistra. Fiumi di
parole, toni accesi, senza arrivare a uno straccio di conclusione. Alla presenza
dei professionisti che l'amministrazione comunale ha incaricato di redigere il
PUC, è stata esaminata la proposta del progetto di massima. Le cosiddette
"osservazioni e considerazioni" sul lavoro dell'equipe di tecnici
guidata dai docenti della facoltà di Ingengeria dell'Università di Cagliari,
Antonio Corti e Giovanni Maria Campus erano gia state messe per iscritto in
seguito alle riunioni tenute, prima dell'estate, dalla commissione
"politica", formata da consiglieri comunali della maggioranza e da
colleghi di minoranza: 10 sedute durante le quali sono erano stati passati al
vaglio tutti gli atti del progetto di massima del piano. E' emerso, in
consiglio, che le aree a destinazione commerciale non sono sufficientemente
ampie rispetto al fabbisogno reale. E proprio nel piu' vasto quartiere
periferico, secondo gli amminitratori comunali, è auspicabile, che vengano
individuate le aree da riservare alle attività economico- produttive: lungo il
lato ovest del canale della Peticchia, verso il villaggio Piras e lungo il nuovo
asse viario Moneta- Mongiardino. La cosiddetta zona artigianale, sembra
opportuno che sorga nel rione del Vaticano. Una puntualizzazione a beneficio dei
redattori del PUC: fra le aree demaniali utlizzabili, dopo la riconversione,
quelle che, nel prossimo decennio non potranno essere dismesse- quelle sono le
Scuole sottufficiali della Marina Militare, i Circoli, l'Ospedale militare. E'
necessario apportare le dovute modifiche alle carte. Nel vecchio Piano di
fabbricazione è indicata una quota di territorio da destinare all'espansione
urbana, le cosiddette zone C: questa indicazione potrebbe essere ripresa nel PUC,
anche se è opportuna la riduzione degli indici di fabbricabilità e le altezze
massime ammissibli in relazione alla distanza dal centro urbano. Alle zone di
espansione periferiche dovrebbero essere attribuite destinazioni di tipo
turistico-residenziale, ma con parametri al minimo. Viene suggerito, dai
consiglieri comunali che hanno partecipato ai lavori della commissione, una
maggiore attenzione alle potenzialità dell'insediamento di Murticciola, nonchè
la valorizzazione del canale della Peticchia, impiegabile per fini nautici e da
armonizzare con le strutture della futura cittadella sportiva. Altro desiderio
realizzabile: una diga ponte che colleghi Santo Stefano con La Maddalena,
attraverso l'isola Chiesa, per ricuperare una fetta di territorio comunale.
Caprera, oasi naturalistica, dovrebbe vedere confermata la propria vocazione: il
patrimonio edilizio esistente potrebbe venire destinato a servizi di pubblico
interesse. Un'altra località periferica degna di interesse urbanisitco
sembrerebbe essere quella di Padule, nella parte occidentale della Maddalena,
laddove importanti iniziative edificatorie sono state realizzate e altre
dovranno realizzarsi: in prevsione della localizzazione del nuovo porto
commerciale dovrebbe essere previsto il risanamento generale di questa zona. Per
cio' che riguarda la viabilità parrebbe utile progettare un nuovo percorso che
colleghi la frazione di Moneta con il rione di Mongiardino, attraverso Guardioli,
dove potrebbe ipotizzarsi l'estensione dell'area residenziale, all'altezza del
bacino imbrifero. Sarebbe necessaria, inoltre, una strada di svincolo per il
centro storico da Padule - Nido d'Aquila, tangenziale al centro abitato
