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La Nuova Sardegna, 24 agosto 2001
E Legambiente
"vincola" le coste
L'associazione
contro le «volumetrie alberghiere eccessive». La Bocciatura. Inaugurazione del
centro a Caprera
ARCIPELAGO DI LA MADDALENA - Legambiente 1: no al Puc, no
soprattutto al cemento sulle isole minori del Parco. Legambiente 2: via al
centro di Caprera per la documentazione e il controllo delle Bocche di
Bonifacio. In due giorni, l'associazione ambientalista da una parte entra nel
dibattito sul nuovo piano urbanistico comunale (bocciandolo senza riserve) e
dall'altra entra «fisicamente» nella gestione dell'area protetta. Due
operazioni unite da un unico filo rosso: la difesa dell'ambiente. Legambiente
ritiene inaccettabile l'ipotesi di aggiungere qualsiasi volumetria nelle isole
minori, sottoposto a diversi vincoli di tutela, e respinge la proposta di
costruire nella fascia costiera dai 300 metri dell'isola madre. Per
l'associazione, il «Puc è contradditorio», perché da un lato - spiegano i
responsabili dell'associazione, Vincenzio Tiana e Martino Luciano - si dà ampio
risalto nelle enunciazioni generali al valore paesaggistico dell'arcipelago e
dall'altro si ripropone un modello di sviluppo legato al rafforzamento di
insediamenti turistici sulla costa che relegano il parco ad una funzione di
cornice». In particolare, Legambiente boccia la proposta di «creazione della
cosiddetta "Città dei bagnanti" nella zona nord della Maddalena, tra
Abbatoggia e Porto Massimo» e chiede al sindaco Mario Birardi «un'assemblea
pubblica». oggi, intanto, Legambiente inaugurerà il Centro di divulgazione
ambientale di Stagnali, a Caprera, gestito per concessione del Parco. «La
struttura intende costituire - ha precisato Vincezo Tiana, il presidente di
Legambiente - un punto di irradiazione della cultura dei parchi della Regione e
svolgere quell'opera di informazione, divulgazione e raccordo con le comunità
locali che spesso è mancato nell'avvio delle giovani aree protette sarde. Il
Centro funzionerà come punto informativo e di coordinamento di una serie di
attività dell'associazione, intrecciate e di sostegno all'esperienza del Parco».
Come la campagna "In fondo al Mar" per la pulizia dei fondali marini o
l'osservatorio sulle Bocche di Bonifacio o le iniziative per diffondere nelle
scuole la cultura del mare. «Legambiente intende in questo modo anche - ha
precisato Tiana - rendere omaggio al grande ambientalista di Caprera, Giuseppe
Garibaldi, primo ideatore e gestore di un Parco. "Caprera Venturosa",
così l'Eroe ha voluto chiamare l'isola, che doveva essere un inedito
laboratorio dove la tutela della natura e lo sviluppo produttivo si sarebbero
dovute intrecciare».
Il Parco: no a nuovo cemento nelle isole
L'altolà di
Camarda: inutili altre costruzioni, così il piano non passerà
ARCIPELAGO DI LA MADDALENA - E' la bocciatura più
autorevole, è la bocciatura del Parco. Il Puc non lo conosciamo, dice il
predidente Ignazio Camarda, ma comunque dovremo approvarlo noi, altrimenti non
passa. E dunque, il Comune prenda nota, il Parco non «ha richiesto volumetrie
per le isole minori, le strutture esistenti vanno bene e l'aumento della
cubature quindi non è necessario». Fine delle trasmissioni. Il Parco
interviene nel dibattito sul "Puc della discordia" e fissa un paletto
che neppure il vento (forte) che soffia sull'arcipelago potrà far traballare,
tanto meno cadere, almeno per il momento con le leggi attuali. Il paletto è al
quinto punto di una nota del presidente dell'ente Parco Ignazio Camarda sulla «supposta
richiesta dell'ente do diverse decine di migliaia di metri cubi di volumetrie
edilizie nelle isole minori». Leggere per credere: «L'articolo 2 dell'allegato
A del Dpr istitutivo del Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena dispone
che il piano urbanistico comunale è soggetto all'autorizzazione del Parco e a
tal fine questo Ente ha formalmente chiesto copia degli elaborati del Puc
attualmente in discussione e lo stesso Ente è in attesa della stessa
documentazione al fine di poter esprimere una valutazione fondata su dati
obbiettivi». Insomma, traducendo, il messaggio è questo: il Comune può
redigere il Puc come vuole, ma se al Parco non andrà bene non lo farà passare.
E' la legge, a stabilirlo: nella programmazione urbanistica decide il Parco, il
Comune è subordinato. Comune ad autonomia limitata, è assai probabile che ne
nascerà un dibattito nel dibattito, sul ruolo del consiglio comunale, sui suoi
poteri. Per ora, il Parco ribadisce la sua prerogativa sulla materia urbanistica
e, in attesa del Puc, fissa altri paletti. «Non abbiamo chiesto altre
volumetrie per le isole minori, nessuna deliberazione è stata fatta dal
comitato di gestione - precisa Camarda - Nessuna richiesta, formale o informale,
è stata avanzata all'amministrazione comunale della Maddalena». Ma Camarda va
più in là, fa sapere che quello che c'è, nelle isole, basta e avanza. Libera
il campo dai dubbi, fa chiarezza: «Si ritengono oltremodo sufficienti per i
fini istituzionali (servizi di accoglienza, informazioni, attività di ricerca,
monitoraggio ambientale) le strutture già presenti (fortificazioni, fari e
strutture dismesse), oggi in degrado e da recuperare con criteri di restauro
architettonico senza alterazione delle volumetrie esistenti». La chiusura del
presidente dell'ente è un altolà alle intenzioni dell'amministrazione comunale
(«altre volumentrie ma solo per fini istituzionali»): «Nessun aumento delle
cubature è pertanto necessario per le esigenze del Parco».
