Paesaggio e Architettura Rurale  
Territorio e ambiente nelle aree rurali

ARTICOLI E CITAZIONI

Repubblica, 18 agosto 2001, Pagina 10

Maddalena, una colata di cemento

Un piano del comune per costruire in tutte le isole dell'arcipelago
La giunta presenta il progetto urbanistico per i prossimi dieci anni. Il sindaco: "Non ci saranno speculazioni"

AUGUSTO DITEL


LA MADDALENA - Budelli, la spiaggia rosa celebrata da Antonioni nel suo «Deserto rosso». Per volere del Parco nessuno può calpestare quella sabbia unica al mondo: la si può solo guardare da lontano. Metri cubi zero. Santa Maria, l'isolotto dove hanno casa Roberto Benigni e un'altra ventina di fortunati che hanno riattato costruzioni esistenti. Non si può costruire neanche una cuccia per cani. Caprera, l'eremo di Garibaldi disseminato di spiaggette mozzafiato. Metri cubi zero.
Spicchi di paradiso a rischio cemento, nell'arcipelago della Maddalena, minacciato dalla Puc (piano urbanistico comunale) che a fine mese approderà in consiglio per l'approvazione.
«Alla Maddalena - tuona la professoressa Giovanna Sotgiu, un passato da assessore comunale e una lunga militanza in Italia nostra - vogliono importare l'effetto Hurgada. Vogliono cementificare l'isola madre, deturpare le isole minori, inondandole di cemento. Un vero e proprio «master plan» a immagine e somiglianza di quello prospettato (e bocciato) nella vicina Costa Smeralda, modellato sui nostri scogli conosciuti in tutto il mondo. Noi, come comitato cittadino nato per sconfiggere questo disegno, ci opporremo con tutte le nostre forze».
Eccole, le cifre. Secondo le previsioni dei progettisti del Puc, Enrico Corti e Gianni Campus, entrambi docenti di urbanistica all'università di Cagliari, nell'arco dei prossimi dieci anni l'arcipelago dovrebbe ospitare 55 mila residenti (contro gli attuali 30 mila) in virtù di una volumetria complessiva di 1.700.000 metri cubi. Giusto per dare un'idea, ora nell'isola principale abitano 16 mila persone di cui 4 mila sono militari (tremila americani e mille della Marina italiana). «Una pressione antropica inaccettabile - aggiunge l'avvocato Gavino Canopoli, già sindaco democristiano della Maddalena -. Noi salutiamo con piacere l'arrivo del Puc, ma non è tollerabile esporre al rischio di una cementificazione selvaggia soprattutto le isole minori».
Il piano comunale ha riservato una certa attenzione anche alle perle dell'arcipelago tutte appartenenti a privati a eccezione di Caprera. Su Budelli e Razzoli esiste la possibilità di edificare 5 mila metri cubi, 12 mila la previsione per Spargi, 15 mila per Caprera, 75 mila addirittura per Santo Stefano, l'isola che ospita dal 1972, per via di un trattato mai ratificato dal Parlamento (governo Andreotti), la base americana per i sommergibili a propulsione nucleare, la cui presenza stride non poco con quella del parco nazionale dell'arcipelago istituito nel 1996.
«C'è di più - fanno osservare ancora Canopoli e la Stotgiu - . A Stagno Torto e ad Abbatoggia si è raggiunto il massimo: 300 mila metri cubi complessivi su un perimetro di costa di soli 3 chilometri, per edificare 12 alberghi a cinque stelle».
Per il sindaco della Maddalena Mario Birardi, già parlamentare nel Pci, ora dirigente regionale dei Ds - tutto questo allarme è ingiustificato. «Propaganda, solo propaganda - taglia corto il primo cittadino - . La verità è che il comitato cittadino è diretto da politici del passato che non sono mai riusciti a far decollare uno strumento urbanistico bloccando così lo sviluppo della Maddalena. Escludo pericoli di cementificazione nelle isole minori: lì il privato non potrà fare un bel nulla, sarà possibile costruire solo strutture pubbliche, servizi per i turisti che d'estate visitano l'arcipelago».
L'assessore all'urbanistica Roberto Cera conferma: «Nelle isole minori ci sono le zone H (inedificabili) che per via di una legge regionale, producono un indice di 0,001 metri cubi su metro quadrato. E in ogni caso solo enti pubblici come il Parco che si è già mosso con un suo progetto organico potranno intervenire sul territorio. Il Puc servirà soprattutto ai maddalenini che dovranno puntare sul turismo non solo stagionale e sulla riconversione dell'arsenale militare che tra due anni sarà chiuso».