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Paesaggio e Architettura Rurale  
Territorio e ambiente nelle aree rurali

DOCUMENTAZIONE

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI SASSARI

Dipartimento di Scienze Zootecniche

CORSO DI LAUREA "INGEGNERIA AGRARIA E PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO RURALE"

Insegnamento: Produzioni animali

Docente: Prof. Giuseppe Pulina


Seminario "Analisi e pianificazione del paesaggio agrario e zootecnico della Sardegna"

20 dicembre 2004, ore 11
Dipartimento di Scienze Zootecniche, Facoltà di Agraria, Via De Nicola Sassari
Relatore: Dott. Paolo Callioni


DOCUMENTAZIONE DEL SEMINARIO

su analisi e progettazione del paesaggio 

Problematiche della pianificazione del territorio extraurbano in Sardegna - articolo pubblicato su  "Agro Ambiente - La rivista de Il Dottore in Scienze Agrarie e Forestali" n. 7/8 luglio-agosto 1997 

Landscape design

Schema generale di norme di attuazione per zone agricole e verde urbano in un PUC

Il paesaggio nello spazio rurale

Piano del verde

Circolare Ass.to Urbanistica 14 marzo 1994 n. 396/U

Sviluppo sostenibile

 


Norme urbanistiche e di interesse ambientale

NORMA DESCRIZIONE ARGOMENTO
L. 28/01/1977 n. 10 "Bucalossi" Norme per la edificabilità dei suoli urbanistica
D.A. 22 dicembre 1983 2266/U - Sardegna Decreto "Floris" - Disciplina dei limiti e dei rapporti relativi alla formazione di nuovi strumenti urbanistici ed alla revisione di quelli esistenti nei Comuni della Sardegna. urbanistica
L.R. 22 dicembre 1989, n. 45  Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale urbanistica
D.P.G.R. 6 agosto 1993 n. 266 Decretazione di esecutività del Piano Territoriale Paesistico della Gallura (P.T.P. n. 1) urbanistica
D.P.G.R. 3 agosto 1994 n. 228 - Sardegna Direttiva sulle zone agricole urbanistica

D.P.R. 8 settembre 1997, n.357
(Testo aggiornato e coordinato al D.P.R. 12 marzo 2003 n. 120)

Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. urbanistica, beni culturali e ambientali
L.R. 23 giugno 1998 n. 18 - Sardegna Nuove norme per l'esercizio dell'agriturismo e del turismo rurale - Abrogazione della legge regionale 20 giugno 1986, n. 32 e modifiche alla legge regionale 23 novembre 1979, n. 60 agriturismo
L.R. 12 agosto 1998 n. 27 - Sardegna Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere, integrazioni e modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, concernente: "Norme per la classificazione delle aziende ricettive" e abrogazione della legge regionale 22 aprile 1987, n. 21. attività ricettive, turismo rurale
Dlgs. 11 maggio 1999 n. 152 Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento dei nitrati provenienti da fonti agricole risorse idriche
Dlgs. 22 gennaio 2004 n.41
Codice Urbani

 

Codice dei beni culturali e del paesaggio urbanistica, paesaggio, beni culturali e ambientali
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380  Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia urbanistica
L. 24 dicembre 2003, n. 378 Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell'architettura rurale architettura, beni culturali e ambientali
Dlgs. 29 marzo 2004, n.99

Disposizioni in materia di soggetti e attività, integrità aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee), della legge 7 marzo 2003, n. 38.

attività produttive, agricoltura
D.G.R. 10 agosto 2004, n. 33/1.
(Regione Sardegna)
c.d. decreto salvacoste

Circolare esplicativa del 10 ottobre 2004

TESTO UNIFICATO D.L. 20 – P.L. 24 – P.L. 28/A (approvato nella seduta del 14 ottobre 2004) - Proposta di legge
Provvedimenti cautelari e d'urgenza per la salvaguardia e la tutela del paesaggio e dell'ambiente della Sardegna





Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale
urbanistica, paesaggio, beni culturali e ambientali

 

 

 

 METODOLOGIA DELLA LAND EVALUATION

Il metodo della land evaluation (valutazione del territorio), sviluppato negli anni recenti dai più avanzati studiosi di scienze del territorio, si propone di raccogliere e tradurre la gran parte delle informazioni ricevute dall'analisi multidisciplinare del territorio in una forma semplice e comprensibile a tutti coloro che operano in esso. Allo stato attuale delle conoscenze risulta il metodo più valido e più economico per approfondire l’analisi relativa alle risorse territoriali nei modi indicati.

Tale metodo di valutazione territoriale di tipo indiretto si basa sul principio che alcune proprietà importanti dei suoli o del territorio, che vanno poi a determinare il successo o il fallimento di un certo land use, possano essere dedotte dall’esame delle caratteristiche dei suoli.

Lo studio di un territorio viene effettuato a partire dall’analisi di una serie di caratteri del territorio, raccolti durante una campagna di rilevamenti e/o dedotti da studi di base già effettuati. Comprendono caratteri del suolo (granulometria, pH, S.O., ecc.), del clima (temperatura, piovosità, direzione ed intensità del vento), caratteri morfologici (franosità, pendenza) idrologici e eventuali altre informazioni utili alla definizione delle unità del territorio e alla loro classificazione.

Sono inoltre da prendere in esame le cosiddette qualità del territorio (F.A.O. 1976), che vengono stimate attraverso l’approfondimento dei caratteri del territorio. Esse determinano un attributo dinamico e complesso del territorio che influenza in modo specifico le attitudini.

Per esempio, la qualità territoriale "erodibilità" dipende dai caratteri pendenza del versante, lunghezza del pendio, permeabilità e struttura del suolo, intensità della pioggia etc.

Il processo di valutazione inizia quindi con la precisazione del tipo di utilizzazione e continua con il rilevamento dei caratteri e delle qualità del territorio e la definizione dei requisiti d'uso.

Il tipo di utilizzazione del territorio o land utilization type (LUT) è un concetto chiave per la valutazione delle attitudini; esso specifica per quale tipo di assetto agricolo o forestale o per quale sistema colturale o più generalmente per quale uso sostenibile dal territorio sia valida la classificazione. Dopo avere stabilito lo scopo della valutazione, acquisito i dati per l’elaborazione e definito i requisiti necessari per poter sviluppare un uso specifico nel territorio in esame, occorre procedere al trattamento di questi tre elementi per attribuire le classi di attitudine alle varie unità cartografiche. Questo obiettivo viene raggiunto mediante la realizzazione di una tabella di confronto (matching table), in cui vengono confrontati i requisiti di un determinato tipo di utilizzazione con le qualità. delle unità territoriali rilevate sul territorio, attribuendo ad ognuna di queste una classe che rappresenta, in maniera decrescente, il valore del territorio: le classi più basse rappresentano le condizioni migliori, le più alte le peggiori.

Esistono differenti metodi di classificazione nei procedimenti di land evaluation.

Un primo metodo è quello dell’analisi delle capacità d’uso dei suoli (land capability classification), da cui si può produrre la relativa carta delle capacità d’uso dei suoli. Questo metodo di analisi viene comunemente adottato per stimare la capacità di un territorio a sostenere i sistemi produttivi agro-silvo-pastorali.

Per alcune porzioni di territorio, suscettibili di un utilizzo antropico e per finalità economiche di maggiore intensità, è poi possibile redigere, in riferimento ad alcuni principali usi possibili, l’analisi delle suscettività d'uso dei suoli, secondo il sistema della land suitability classification.

Il terzo livello di analisi della land evaluation consistite nella classificazione del territorio per la valutazione dell’attitudine all’irrigabilità dei suoli (land suitability for irrigation).

Le indicazioni relative ai suoli, comprensive anche di informazioni relative ai caratteri fisici del territorio (fertilità o degradazione dei suoli, usi prevalenti etc.) potranno essere utilizzate per il successivo lavoro di zonazione del territorio comunale di Arzana.

Land suitability classification

La procedura di valutazione dell'attitudine del territorio ad una utilizzazione specifica, secondo il metodo della Land Suitability Evaluation è stato messo a punto dalla F.A.O., a partire dagli anni settanta, con l’obiettivo di stabilire una struttura per la procedura di valutazione . Essa si basa sui seguenti principi:

·       l’attitudine del territorio deve riferirsi ad un uso specifico;

·       la valutazione richiede una comparazione tra gli investimenti (inputs) necessari per i vari tipi d'uso del territorio ed i prodotti ottenibili (outputs);

·       la valutazione deve confrontare vari usi alternativi;

·       l’attitudine deve tenere conto dei costi per evitare la degradazione del suolo; 

·       la valutazione deve tener conto delle condizioni fisiche, economiche e sociali;

·       la valutazione richiede un approccio multidisciplinare.

 Alla base del metodo è posto il concetto di "uso sostenibile", cioè di un uso in grado di essere praticato per un periodo di tempo indefinito, senza provocare un deterioramento severo o permanente delle qualità del territorio. 

La struttura della classificazione è articolata in ordini, classi, sottoclassi ed unità.

Nel presente lavoro si è ritenuto opportuno fermarsi alla gerarchia della classe 

Ordini:

ORDINE

SUSCETTIVITA’

DESCRIZIONE

S

adatto  (suitable)

Comprende i territori per i quali l’uso considerato produce dei benefici che giustificano gli investimenti necessari, senza inaccettabili rischi per la conservazione delle risorse naturali

N

non adatto (not suitable)

Comprende i territori con qualità che precludono il tipo d'uso ipotizzato. La preclusione può essere causata da una impraticabilità tecnica dell'uso proposto o, più spesso, da fattori economici sfavorevoli

Classi:

Riflettono il grado di attitudine di un territorio ad un uso specifico. 

CLASSE

SUSCETTIVITA’

DESCRIZIONE

S1

molto adatto (higly suitable)

Territori senza significative limitazioni per l’applicazione dell'uso proposto o con limitazioni di poca importanza che non riducano significativamente la produttività e i benefici, o non aumentino i costi previsti. I benefici acquisiti con un determinato uso devono giustificare gli investimenti, senza rischi per le risorse

S2

moderatamente adatto (moderately suitable)

Territori con limitazioni moderatamente severe per l'applicazione dell'uso proposto e tali comunque da ridurre la produttività e i benefici, e da incrementare i costi entro limiti accettabili. I territori avranno rese inferiori rispetto a quelle dei territori della classe precedente

S3

limitatamente adatto (marginally suitable)

Territori con severe limitazioni per l’uso intensivo prescelto. La produttività e i benefici saranno cosi ridotti e gli investimenti richiesti incrementati a tal punto che questi costi saranno solo parzialmente giustificati

N1

normalmente non adatto (currently not suitable)

Territori con limitazioni superabili nel tempo, ma che non possono essere corrette con le conoscenze attuali e con costi accettabili

N2

permanentemente non adatto (permanently not suitable)

Territori con limitazioni cosi severe da precludere qualsiasi possibilità d'uso

 Tale metodologia, come è noto, stata messa a punto per la valutazione del territorio a fini agro-silvo-pastorali, ma non mancano esempi di applicazione ad altri campi delle attività antropiche differenti da quelle agricole, una di queste è ad esempio l’edificabilità.

L'elaborazione della procedura segue le seguenti fasi:

1) Definizione di alcuni usi specifici del territorio: 

·       colture erbacee cerealicole

·       colture erbacee ortive

·       colture arboree

·       zootecnico pascolativo  

2) Tali usi vengono scelti onde poter effettuare:

·       Definizione dei caratteri e delle qualità del territorio (misurabili o stimabili) in grado di influenzare gli usi proposti (es. profondità del suolo, drenaggio, profondità della falda, etc.)

·       Definizione dei requisiti d'uso per i differenti usi proposti.

3) A tal fine vengono poi redatti gli schemi di classificazione per l’attitudine dei suoli per i diversi usi che riportano le caratteristiche ambientali che possono influenzare quel tipo di uso ed i gradi crescenti di limitazione definiti dalle 5 classi sopra descritte. Le caratteristiche ovviamente variano in funzione dell'uso esaminato. Devono poi essere realizzate le tabelle delle classificazioni attitudinali del territorio in funzione di un uso specifico. Per ciascuna unità cartografica è possibile valutare il grado di idoneità relativo alle caratteristiche ambientali. La caratteristica col grado di idoneità più limitante definisce la classe di attitudine finale assegnata alle unità cartografiche.

4) Infine viene elaborato lo schema riepilogativo delle classi finali attribuite a ciascuna unità cartografica. L'analisi di questo schema permette di identificare per ciascuna unità cartografica quali siano gli usi compatibili, definiti dalle classi S1-S2-S3, e quali quelli da evitare, definiti dalle classi N1-N2.

Inoltre poiché le singole unità cartografiche presentano, talvolta, dei caratteri (pendenza, pietrosità, ecc.) non perfettamente omogenei in ogni loro parte, la classe di attitudine finaIe non è singola, ma composta. Tale inconveniente può essere superato attraverso la realizzazione di una cartografia di maggior dettaglio, che permetta di scomporre unità in modo da ottenere una classe di attitudine maggiormente definita. 

Per quanto concerne le caratteristiche ambientali considerate e gli schemi di valutazione adottati, si può fare riferimento a quelle già utilizzate in diversi studi in Sardegna [Aru, Baldaccini, Loi, 1980]. La valutazione deve essere distinta a seconda che il substrato sia originato da rocce magmatiche oppure da litologie alluvionali, calcaree o altro.

Schema per la valutazione dell’attitudine dei suoli all’agricoltura

CARATTERISTICHE AMBIENTALI

 

S1

 

S2

 

S3

 

N1

 

N2

Tessitura (*)

F-FS-SF-FSA

AS-Sf

A-S

-

-

Profondità del suolo     (cm)

>100

100-50

50-30

30-20

< 20

Profondità della falda (cm)

>100

100-50

50-30

30-20

< 20

Drenaggio

normale

lento

molto lento- rapido

impedito

impedito-

Pendenza %

0-5

5-8

8-20

20-30

> 30

Rocciosità %

assente

0-5

5-10

10-20

> 20

Pietrosità %

0-20

20-30 (rimovibile)

30-50 (rimovibile)

50-80      (parz. rimovibile)

>80         (non rimovibile)

Rischio di inondabilità

assente

scarso

moderato

alto

molto alto

(*) TESSITURA: F=franca; FS= franco-sabbiosa ; SF= sabbioso-franca; FSA=franco-sabbioso-argillosa; A=argillosa; Sf=sabbioso fine; S=sabbiosa

 

Schema per la valutazione dell’attitudine dei suoli al pascolo su graniti e sui metamorfiti

CARATTERISTICHE AMBIENTALI

 S1

 S2

S3

N1

N2

Tessitura (*)

F-FA

FSf-FS-FA

FSg-SF-SC

-

S-C

Profondità del suolo (cm)

> 60

60-40

40-20

20-10

<10

Drenaggio

normale

lento

molto lento

impedito-rapido

impedito-rapido

Pendenza %

0-5

5-20

20-40

40-70

>70

Rocciosità %

0-1

1-10

10-30

30-70

>70

Pietrosità %

0-5

5-10 (rimovibile)

10-50 (rimovibile)

50-80   

(parz. rimovibile)

>80 (non rimovibile)

(*) TESSITURA: F=franca; FA=franco-argillosa; A=argillosa; FS=franco-sabbiosa; FSf=franco-sabbiosa fine FSg=franco-sabbiosa grossolana; S=sabbiosa; C= ciottolosa;

 

Schema per la valutazione dell’attitudine dei suoli al pascolo sulle alluvioni antiche e sui glacis

CARATTERISTICHE AMBIENTALI

S1

S2

 S3

 N1

 N2

Tessitura (*)

F-FA-FS

A-FSf-FA

A-FSg-SF-SC

-

S-SC

Profondità del suolo (cm)

>100

100-50

50-10

<10

-

Drenaggio

normale

lento

molto lento- rapido

impedito-rapido

impedito-rapido

Pendenza %

0-10

10-20

20-40

40-70

>70

Rocciosità %

assente

0-5

5-10

>10

-

Pietrosità %

0-10

10-20 (rimovibile)

20-40 (rimovibile)

40-70      (parz. rimovibile)

>70         (non rimovibile)

Rischio di inondabilità

assente

scarso

moderato

alto

molto alto

(*) TESSITURA: F=franca; FA=franco-argillosa; A=argillosa; FS=franco-sabbiosa; FSf=franco-sabbiosa fine; FSg=franco-sabbiosa grossolana; SF=sabbioso-franca; SC=sabbioso-ciottolosa; S=sabbiosa

 

 Schema per la valutazione dell’attitudine dei suoli al pascolo sulle alluvioni recenti e attuali

CARATTERISTICHE AMBIENTALI

 S1

S2

S3

N1

N2

Tessitura (*)

F-FA-FS

FSf-FS-FA

A-FSg-SF-SC

-

S-SC

Profondità del suolo (cm)

>100

100-60

60-40

<40

-

Drenaggio

normale

lento

molto lento- rapido

impedito-rapido

impedito-rapido

Pendenza %

0-2

2-5

>5

>30

-

Rocciosità %

assente

0-2

2-20

>20

-

Pietrosità %

0-10

10-20 (rimovibile)

20-50 (rimovibile)

50-80      (parz. rimovibile)

>80         (non rimovibile)

Rischio di inondabilità

assente

scarso

moderato

alto

molto alto

(*) TESSITURA: F=franca; FA=franco-argillosa; A=argillosa; FS=franco-sabbiosa; FSf=franco-sabbiosa fine; FSg=franco-sabbiosa grossolana; SF=sabbioso-franca; SC=sabbioso-ciottolosa; S=sabbiosa

 

 

Land capability classification

Tra i sistemi di valutazione del territorio, elaborati in molti paesi europei ed extra-europei secondo modalità ed obiettivi differenti, la Land Capability Classification (Klingebiel, Montgomery, U.S.D.A. 1961) viene utilizzato per classificare il territorio per ampi sistemi agro-pastorali e non in base a specifiche pratiche colturali. La valutazione viene effettuata sull’analisi dei parametri contenuti nella carta dei suoli e sulla base delle caratteristiche dei suoli stessi.

Il concetto centrale della Land Capability non si riferisce unicamente alle proprietà fisiche del suolo, che determinano la sua attitudine più o meno ampia nella scelta di particolari colture, quanto alle limitazioni da questo presentate nel confronti dl uso agricolo generico; limitazioni che derivano anche dalla qualità del suolo, ma soprattutto dalle caratteristiche dell'ambiente in cui questo è inserito.

Ciò significa che la limitazione costituita dalla scarsa produttività di un territorio, legata a precisi parametri di fertilità chimica del suolo (pH, C.S.C., sostanza organica, salinità, saturazione in basi) viene messa in relazione ai requisiti del paesaggio fisico (morfologia, clima, vegetazione, etc.), che fanno assumere alla stessa limitazione un grado di intensità differente a seconda che tali requisiti siano permanentemente sfavorevoli o meno (es.: pendenza, rocciosità, aridità, degrado vegetale, etc.).

I criteri fondamentali della capacità d’uso sono:

  • di essere in relazione alle limitazioni fisiche permanenti, escludendo quindi le valutazioni dei fattori socio-economici

  • di riferirsi al complesso di colture praticabili nel territorio in questione e non ad una coltura particolare

  • di comprendere nel termine "difficoltà di gestione" tutte quelle pratiche conservative e sistematorie necessarie affinché, in ogni caso, l’uso non determini perdita di fertilità o degradazione del suolo

  • di considerare un livello di conduzione abbastanza elevato, ma allo stesso tempo accessibile alla maggior parte degli operatori agricoli

La classificazione si realizza applicando tre livelli di definizione in cui suddividere il territorio:

  1. classi

  2. sottoclassi

  3. unità

Le classi sono 8 e vengono distinte in due gruppi in base al numero e alla severità delle limitazioni: le prime 4 comprendono i suoli idonei alle coltivazioni (suoli arabili) mentre le altre 4 raggruppano i suoli non idonei (suoli non arabili), tutte caratterizzate da un grado di limitazione crescente. Ciascuna classe può riunire una o più sottoclassi in funzione del tipo di limitazione d'uso presentata (erosione, eccesso idrico, limitazioni climatiche, limitazioni nella zona di radicamento) e, a loro volta, queste possono essere suddivise in unità non prefissate, ma riferite alle particolari condizioni fisiche del suolo o alle caratteristiche del territorio.

Nelle tabelle che segue sono riportate le 8 classi e (poco più avanti) le 4 sottoclassi della Land Capability utilizzate (Cremaschi e Rodolfi, 1991, Aru, 1993).

 

CLASSE

DESCRIZIONE

ARABILITA’

I

suoli senza o con modestissime limitazioni o pericoli di erosione, molto profondi, quasi sempre livellati, facilmente lavorabili; sono necessarie pratiche per il mantenimento della fertilità e della struttura; possibile un'ampia scelta delle colture

si

II

suoli con modeste limitazioni e modesti pericoli di erosione, moderatamente profondi, pendenze leggere, occasionale erosione o sedimentazione; facile lavorabilità; possono essere necessarie pratiche speciali per la conservazione del suolo e delle potenzialità; ampia scelta delle colture

si

III

suoli con severe limitazioni e con rilevanti rischi per I'erosione, pendenze da moderate a forti, profondità modesta; sono necessarie pratiche speciali per proteggere il suolo dall'erosione; moderata scelta delle colture

si

IV

suoli con limitazioni molto severe e permanenti, notevoli pericoli di erosione se coltivati per pendenze notevoli anche con suoli profondi, o con pendenze moderate ma con suoli poco profondi; scarsa scelta delle colture, e limitata a quelle idonee alla protezione del suolo

si

V

non coltivabili o per pietrosità e rocciosità o per altre limitazioni; pendenze moderate o assenti, leggero pericolo di erosione, utilizzabili con foresta o con pascolo razionalmente gestito

no

VI

non idonei alle coltivazioni, moderate limitazioni per il pascolo e la selvicoltura; il pascolo deve essere regolato per non distruggere la copertura vegetale; moderato pericolo di erosione

no

VII

limitazioni severe e permanenti, forte pericolo di erosione, pendenze elevate, morfologia accidentata, scarsa profondità idromorfia, possibili il bosco od il pascolo da utilizzare con cautela

no

VIII

limitazioni molto severe per il pascolo ed il bosco a causa della fortissima pendenza, notevolissimo il pericolo di erosione; eccesso di pietrosità o rocciosità, oppure alta salinità, etc.

no

 La lettura delle indicazioni classi della land capability permette di ritrarre informazioni importanti sulle attività silvo-pastorali effettuabili in un area territoriale, come si comprende anche dal grafico che segue, che descrive le attività silvo-pastorali ammissibili per ciascuna classe di capacità d’uso:

 

Attività silvo-pastorali ammesse per ciascuna classe di capacità d’uso

FONTE: Brady, 1974 in [Cremaschi e Ridolfi, 1991]