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Testo della proposta
(Proponente: On. Michele Cossa)
Art. 1
1. La presente legge
ha la finalità di promuovere e sostenere la edificazione in terra cruda
quale strumento di sviluppo sostenibile dell’ambiente e di risparmio
energetico, di miglioramento della salubrità degli edifici e di
salvaguardia dei modi di vita tradizionali.
2. Si intende per edificazione in terra cruda l’insieme delle tecniche
costruttive tradizionali o innovative che si basano sull’utilizzo di terra
cruda, in forma di blocchi essiccati, getti all’interno di casseri,
pannelli essiccati, blocchi estrusi o compressi.
Art. 2
1. Lo Stato, nel
rispetto del Titolo V della Parte seconda della Costituzione:
a) incentiva l’edificazione, il recupero e la manutenzione degli edifici
in terra cruda, anche prevedendo appositi strumenti finanziari e
agevolazioni fiscali;
b) stabilisce, mediante apposito provvedimento da adottarsi da parte del
Ministro delle Infrastrutture su parere del Consiglio superiore dei Lavori
pubblici, le norme tecniche per la costruzione degli edifici in terra
cruda;
c) promuove e finanzia attività di studio a livello nazionale ed
internazionale delle problematiche oggetto della presente legge, anche in
collaborazione con le Università degli studi italiane e straniere;
d) effettua il censimento ed il monitoraggio del patrimonio edilizio in
terra cruda esistente su base nazionale e dei livelli di incremento
annuale;
e) incentiva la realizzazione in terra cruda di edifici pubblici o
destinati ad uso pubblico.
Art. 3
1. Le regioni e gli
enti locali possono disporre ulteriori strumenti di incentivazione per il
raggiungimento delle finalità della presente legge.
2. In particolare, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
nell’ambito delle funzioni ad esse riconosciute dal Titolo V della parte
seconda della Costituzione e dai rispettivi Statuti possono:
a) disporre, anche in concorso con lo Stato e l’Unione europea, incentivi
finanziari ed altre agevolazioni, anche di natura urbanistica, per la
costruzione, ristrutturazione e manutenzione del patrimonio abitativo in
terra cruda;
b) attivare forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati che,
per loro natura e competenza possono offrire un contributo nella
divulgazione dell’edificazione e del recupero degli edifici in terra
cruda;
c) promuovere iniziative di informazione ed aggiornamento
tecnico-professionale nel campo della edificazione in terra cruda;
d) prevedere incentivi per le imprese operanti nella produzione dei
materiali, nella costruzione o ristrutturazione di edifici in terra cruda;
e) prevedere incentivi e finanziamenti a favore delle scuole edili e
degli istituti di formazione professionale per la realizzazione di corsi
in materia di edificazione in terra cruda, anche al fine di costituire
titolo di priorità per le agevolazioni alle imprese del settore.
Art. 4
1. Ai fini della
concessione delle agevolazioni finanziarie e degli incentivi fiscali in
favore della edificazione in terra cruda, nello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un apposito fondo.
2. A valere sulle disponibilità del fondo di cui al comma 1 si provvede
alla copertura delle minori entrate derivanti:
a) dalla riduzione delle aliquote dell'imposta regionale sulle attività
produttive, previo parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, in relazione al corrispondente aumento dei trasferimenti erariali
volti a compensare le minori entrate per le regioni;
b) da misure agevolative concernenti l’abbattimento degli oneri di
urbanizzazione, in relazione al corrispondente aumento dei trasferimenti
erariali volti a compensare le minori entrate per i comuni;
c) da ulteriori misure agevolative concernenti l’imposta comunale sugli
immobili destinati ad abitazione principale, in relazione al
corrispondente aumento dei trasferimenti erariali volti a compensare le
minori entrate per i comuni.
3. Per la dotazione del fondo di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di
50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.
4. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unità previsionale di base
di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2003, allo scopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 5
1. La presente legge
entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale.
RELAZIONE
ONOREVOLI COLLEGHI!
La presente proposta di legge ha la finalità di sostenere il recupero
delle tecniche costruttive in terra cruda.
Il miglioramento generale della qualità della vita umana nel rispetto
sempre maggiore dell’ambiente e della natura, è uno degli obiettivi
fondamentali che una civiltà post industriale come la nostra deve
perseguire. Il superamento di una fase di sviluppo rapido e disordinato
delle città moderne e delle loro periferie ha aperto il dibattito relativo
alle attività dell’abitare e del costruire, ed ha portato ad una
valutazione sempre più attenta di tecniche edilizie alternative a quelle
attualmente più diffuse. Inoltre, oggi è sempre più importante il tema del
recupero dei centri storici e del riuso di vecchie e centrali aree urbane
rispetto alla costruzione di quartieri nuovi.
Rispetto a queste nuove esigenze ci vengono in aiuto tecniche edilizie che
hanno origini antichissime e nascono in tempi immemorabili, quando
l’esigenza abitativa veniva risolta dall’uomo edificando da sé il proprio
ricovero con i materiali più facilmente reperibili sul posto: terra,
acqua, pietra, legno...
Fra tutti i materiali naturali la terra cruda, oltre ad essere uno dei più
diffusi e più anticamente usati, è anche quello che oggi può rispondere
meglio a esigenze di ecologia, sviluppo sostenibile e qualità del
costruire e dell’abitare.
La costruzione in
terra cruda è diffusa a livello mondiale in regioni molto diverse fra loro
per clima e morfologia oltre che storia e cultura.
In Italia, la diffusione di manufatti in terra cruda riguarda buona parte
del territorio nazionale e in particolare le regioni Sardegna, Veneto,
Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Calabria, Piemonte, Lombardia, Friuli,
Umbria e Basilicata.
Questo ha portato allo sviluppo di svariate tecniche a seconda del tipo di
terra utilizzabile, delle caratteristiche climatiche, dei materiali
accessori disponibili (inerti, legno), e delle diverse tradizioni
costruttive locali.
Il materiale impiegato per la realizzazione di manufatti in terra cruda è
composto fondamentalmente da argilla, talora con presenza di sabbia o
inerti con dimensione superiore (ghiaia fine) e, a seconda delle tecniche,
paglia.
Oggi le tecniche tradizionali più conosciute sono:
Adobe: prevede la realizzazione di mattoni in terra cruda senza
compressione, seccati naturalmente.
Pisè: prevede la realizzazioni di murature continue compattando la terra
umida versata a strati in assi di legno che fungono da casseri.
Vi sono inoltre altre
tecniche, di nuova concezione, che prevedono l’utilizzo della terra in
forma diverse:
Pannelli alleggeriti: pannelli di terra alleggerita attraverso
l’inserimento di materiali leggeri, quali paglia, schegge di legno, pomice
o altri, nell’impasto.
Blocchi estrusi: prevede l’utilizzo di mattoni crudi destinati alla
produzione di mattoni cotti.
Blocchi compressi: prevede l’utilizzo di blocchi di terra cruda compressi
meccanicamente per aumentarne la resistenza.
A differenza delle
altre tecniche edilizie, la terra cruda non implica l’utilizzo di processi
industriali per la produzione dei materiali da costruzione ma procedure
artigianali o impianti a parziale meccanizzazione.
Per questo tipo di edilizia ciò rappresenta, assieme alla scomparsa di
manodopera specializzata, anche uno dei maggiori limiti. Infatti, oggi
sono sempre meno diffuse manovalanze capaci di fabbricare sul posto i
materiali da costruzione in terra e metterli in opera. D’altronde, sul
mercato non è facile reperire materiali da costruzione in terra cruda già
pronti a prezzi concorrenziali rispetto quelli dei laterizi e del cemento
armato.
Queste competenze e professionalità permangono tuttavia in numerosi
artigiani, che hanno dovuto riconvertire la loro professionalità nella
costruzione in cemento armato e laterizio. Molti di essi sono ancora in
attività e spesso al culmine della loro maturità imprenditoriale e
professionale: sono quindi sollecitabili ad un avvio, con le loro imprese,
di una attività che può aprire nuovi interessanti spazi di mercato.
Strutture di produzione meccanizzate dei mattoni in terra cruda su scala
più ampia oggi sono invece utilizzabili per ottenere la ottimizzazione del
prodotto e dei suoi costi di produzione, aprendo rilevanti sbocchi
occupazionali ad impatto ambientale praticamente nullo. Sarebbero infatti
necessari semplicemente l’installazione di impianti di produzione per
lavorare la terra con mezzi meccanici, impastatrici, impianti di
essiccazione e di conservazione del materiale lavorato.
Le dimensioni dell’attività di produzione sono quelle proprie della
piccola e media impresa: l’eventuale trasporto del materiale lavorato in
cantieri eccessivamente distanti inciderebbe sui costi in misura tale da
renderlo sconsigliabile rispetto alla produzione in situ. Questo avrebbe
il vantaggio di imporre l’utilizzo di materiali locali, creando una
edificazione omogenea alla composizione del sottosuolo.
La costruzione in
terra cruda si presente dunque come strumento di sviluppo sostenibile
senza costi per l’ambiente, laddove la costruzione in cemento armato e
laterizi ha invece dimostrato tutto il suo impatto negativo sull’ambiente.
La produzione di questi materiali richiede infatti un ingente dispendio di
energia per il funzionamento degli impianti, e la combustione che ciò
comporta produce un peso di anidride carbonica uguale al peso del cemento
prodotto. Le conseguenze sul clima della immissione di anidride carbonica
nell’atmosfera sono diventate una emergenza ecologica di enormi
dimensioni, e com’è ben noto la necessità della sua riduzione rappresenta
uno dei punti fondamentali del Protocollo di Kyoto.
Vi è poi la scarsa inerzia termica dei fabbricati, che impone un ulteriore
dispendio di energia per il riscaldamento o il condizionamento degli
ambienti. Con sempre maggiore frequenza si parla inoltre della dubbia
salubrità di diversi materiali oggi utilizzati per gli intonaci e la
tinteggiatura degli interni.
Non solo: le costruzioni in cemento armato ridiventano un problema
ambientale anche in fase di demolizione. Dopo più di cinquant’anni di
edificazione con tale tecnica, il problema dello smaltimento dei materiali
di risulta, già oggi gravissimo, è destinato a peggiorare in misura
esponenziale.
Ben diverse
considerazioni induce la costruzione in terra cruda, il cui limitatissimo
impatto con l’ambiente si registra in tutte le fasi della sua esistenza:
dalla costruzione alla fruizione degli edifici e alla loro demolizione.
La cavatura dei materiali ha gli stessi costi di massima della cavatura
del materiale per la produzione del cemento, ma è privo degli ulteriori
costi energetici del restante processo produttivo: esso non produce
immissioni di anidride carbonica o di altri elementi inquinanti
nell’atmosfera.
I materiali usati sono presi dall’ambiente in fase di costruzione e
utilizzati direttamente. Tutte le diverse tecniche di edificazione del
settore prevedono l’utilizzo esclusivo di terra cruda e di materiali
accessori, quali legno, inerti, intonaci a base di terra o calce, o
comunque di altri materiali biologici. Il tempo e l’energia impiegati per
la posa in opera sono equivalenti per l’edificazione in terra cruda o in
cemento e laterizi, con la differenza però che questi ultimi comportano
l’uso di materie prime quantitativamente limitate, mentre i materiali
naturali sono inesauribili.
Inoltre, la particolare inerzia termica delle costruzioni in terra
consente ulteriori economie di energia per il riscaldamento e il
condizionamento degli ambienti.
In fase di demolizione tornano direttamente all’ambiente senza processi
ulteriori e senza ripercussioni future in termini di smaltimento: la terra
tornerebbe ad essere terra, il legno andrebbe in decomposizione, gli
impianti, facilmente separabili e riciclabili, rientrerebbero nel ciclo
produttivo.
Insomma, i costi
iniziali finalizzati al riavvio della cultura della costruzione in terra
cruda rappresenterebbero solo un investimento per l’ambiente.
L’impianto della
presente proposta di legge prevede che lo Stato, nel rispetto del Titolo V
della Parte seconda della Costituzione, incentiva l’edificazione, il
recupero e la manutenzione degli edifici in terra cruda, anche prevedendo
appositi strumenti finanziari e agevolazioni fiscali; promuove e finanzia
attività di studio a livello delle problematiche della edificazione in
terra cruda; effettua un censimento ed un monitoraggio del patrimonio
edilizio in terra cruda esistente su base nazionale, e dei relativi
livelli di incremento annuale.
Stabilisce inoltre, mediante apposito provvedimento del Ministro delle
Infrastrutture su parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, le
norme tecniche per la costruzione degli edifici in terra cruda.
Incentiva, infine, la realizzazione in terra cruda di edifici pubblici o
destinati ad uso pubblico.
Di fondamentale importanza è il ruolo attribuito alle Regioni ed agli
Enti locali i quali, nel quadro del nuovo ruolo ad essi riconosciuto dal
Titolo V della Costituzione, possono disporre ulteriori strumenti di
incentivazione per il raggiungimento delle finalità individuate nella
proposta di legge.
In particolare, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano
possono disporre, anche in concorso con lo Stato e l’Unione europea,
incentivi finanziari ed altre agevolazioni, anche di natura urbanistica,
per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione del patrimonio
abitativo in terra cruda, attivare forme di collaborazione con soggetti
pubblici e privati che, per loro natura e competenza possono offrire un
contributo nella divulgazione dell’edificazione e del recupero degli
edifici in terra cruda.
Con riferimento alla formazione professionale, essi possono promuovere
iniziative di informazione ed aggiornamento tecnico-professionale nel
campo della edificazione in terra cruda, prevedere incentivi per le
imprese operanti nella produzione dei materiali, nella costruzione o
ristrutturazione di edifici in terra cruda, prevedere incentivi e
finanziamenti a favore delle scuole edili e degli istituti di formazione
professionale per la realizzazione di corsi in materia di edificazione in
terra cruda.
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