| Paesaggio e Architettura Rurale Territorio e ambiente nelle aree rurali |
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| MODULI FOTOVOLTAICI
a cura di Guido Coraddu - AltrEnergie p.s.c. |
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La conversione diretta dell’energia solare in energia elettrica è possibile grazie alle celle fotovoltaiche. Questa tecnologia ha due grossi limiti: il primo è l’elevato costo, il secondo la scarsa efficienza di conversione (appena il 13%, contro il 60% e più dei collettori solari: ecco perché non si usa MAI il fotovoltaico per alimentare uno scaldabagno elettrico, ma piuttosto si mette un collettore solare). Dato dunque l’alto costo della tecnologia, il kWh prodotto da fonte fotovoltaica non risulta essere conveniente rispetto al kWh termoelettrico, ma può risultare conveniente in tutte quelle situazioni in cui la rete elettrica è lontana e l’alternativa è il generatore diesel. La tecnologia fotovoltaica ha però un grande vantaggio che in certe situazioni la rende insostituibile: l’eccezionale affidabilità. Le celle fotovoltaiche sono garantite 25 anni e per il loro funzionamento non hanno alcun bisogno di manutenzione; non a caso la tecnologia è stata inventata per le applicazioni aerospaziali, e trova il suo naturale utilizzo in tutti gli impianti ad alta affidabilità: fari, telecomunicazioni, impianti di sicurezza stradale ed antincendio.
A dire il vero sul computo della convenienza ci sarebbe da dire che non si tiene mai conto dei “costi evitati” (ovvero dei costi di inquinamento delle centrali e delle linee, di invasività degli impianti e delle linee, e persino dei costi sanitari) che il passaggio ad una generazione fotovoltaica comporta. In Germania, dove si è tenuto conto di
questi fattori, il kWh fotovoltaico viene stimato assai più del kWh
termoelettrico e nucleare; risulta dunque conveniente produrre energia da
fonte fotovoltaica per poi cederla direttamente alla rete di distribuzione
ricevendo circa 1000 lire per ogni kWh prodotto (contro le 350 – 400
italiane). Questo tipo di impianti sono più efficienti anche da un punto
di vista ingegneristico, perché, non essendoci la necessità di batterie
al piombo per l’accumulo dell’energia prodotta, si evita una ulteriore
fonte di perdita di energia oltre che un elemento costoso, altamente
inquinante e soggetto ad un degrado che ne impone la sostituzione ogni 10
–12 anni.
Tornando perciò alle applicazioni dove
il fotovoltaico trova una sua ragion d’essere sicuramente troviamo
l’elettrificazione rurale, gli impianti di irrigazione,
l’illuminazione di incroci pericolosi ed in generale le applicazioni di
sicurezza. Questo tipo di impianto è in grado di produrre mediamente 1.8 KWh/giorno nella stagione invernale (Dicembre e Gennaio) e 3.5 KWh/giorno nella stagione estiva (Luglio e Agosto), l'energia accumulata durante il giorno viene conservata mediante un gruppo di batterie al piombo da 24 V con una capacità di accumulo complessiva di 7.2 KWh, sufficienti a garantire 3 giorni di autonomia in assenza totale di sole. Per sfruttare al massimo l'energia prodotta, è previsto l'utilizzo sia di apparecchi a 24 V a bassissimo consumo (lampade frigorifero), connessi direttamente alle batterie, sia di normali apparecchi a 220 V (sino ad un massimo di 1000W), connessi all'apposito inverter ad onda sinusoidale pura. Esclusa la realizzazione dell’impianto
elettrico e gli elettrodomestici in corrente continua, l’impianto costa
intorno ai 20 milioni e consente, in ogni periodo dell'anno,
l'illuminazione, l'uso di un refrigeratore (preferibilmente a 24 V), di
piccoli elettrodomestici (radio, televisione) ed utensili (trapano), può
soddisfare inoltre modeste esigenze di pompaggio acqua (possibilmente con
pompe in continua a 24 V a bassissimo consumo). Anche in questo caso comunque i prezzi sono elevati, e dunque competitivi solo nelle situazioni non raggiungibili dalla rete elettrica: un impianto per l’alimentazione di una pompa da 7 Hp costa 90 milioni. |
