| Paesaggio e Architettura Rurale Territorio e ambiente nelle aree rurali |
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DAL SOLE
a cura di Guido Coraddu - AltrEnergie p.s.c. |
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Ogni anno sulle terre emerse il sole irradia una energia equivalente a 19.000 miliardi di TEP (tonnellate equivalenti petrolio). Naturalmente gran parte di questa energia non è utilizzabile direttamente, tuttavia se anche si riuscisse ad utilizzare l’ 1% della radiazione solare che raggiunge le terre emerse si avrebbe a disposizione un enorme potenziale energetico stimabile in:
Dunque un totale di 23.3 miliardi di TEP contro un fabbisogno mondiale stimato nel ’94 a 8 miliardi di TEP (in Italia 167 milioni di TEP). Ci occuperemo qui specificamente dello sfruttamento diretto della radiazione solare, e dunque delle tecnologie per la produzione diretta di acqua calda (collettori solari termici) e per la conversione diretta in energia elettrica (moduli fotovoltaici).
COLLETTORI SOLARI TERMICI I collettori solari termici sfruttano il principio dell’”effetto serra” per convertire direttamente l’energia solare in energia termica utilizzata per aumentare la temperatura di acqua utilizzabile a scopo sanitario, per riscaldamento(edilizia, serre), per processo (caseifici), per piscine. Il funzionamento dei sistemi è
elementare: una piastra di colore scuro costituisce la superficie captante
che esposta al sole si riscalda; solidali alla piastra corrono dei tubi in
cui passa l’acqua che quindi raccoglie il calore accumulato.
Anche sulle piastre captanti si può fare molto: prima di tutto sui materiali (il migliore è il rame, ma hanno ottime prestazioni anche l’acciaio e l’alluminio), poi sui trattamenti (in genere si evitano le vernici, che con il tempo si sfogliano, ma si utilizza la deposizione superficiale di ossidi) ed infine sulle proprietà selettive: le migliori piastre invece che essere nere hanno un aspetto bluastro. I sistemi evoluti non riscaldano direttamente l’acqua, ma utilizzano un “fluido vettore”, che passa nei tubi solidali alla piastra captante e riscalda successivamente l’acqua mediante uno scambiatore di calore. Questa scelta è determinata dal fatto che il collettore solare, stando in esterno, potrebbe trovarsi a temperature sotto lo zero: il congelamento dell’acqua nel circuito primario lo danneggerebbe irreparabilmente. Il fluido vettore è perciò essenzialmente un liquido antigelo, alcool etilico o una miscela di acqua e glicole propilenico. Nelle applicazioni domestiche, volte alla produzione di acqua calda sanitaria o all’integrazione del riscaldamento, si tende ad utilizzare sistemi a “circolazione naturale”. In questi sistemi viene posizionato un serbatoio per l’acqua calda in una posizione più alta del collettore: l’acqua riscaldata nel collettore sale nell’accumulo e richiama acqua fredda dal basso – in tal modo si evita di avere termostati e pompe, ed il sistema risulta essere compatto, economico e robusto. Esistono in commercio diversi “eliodomestici” di questo tipo, installabili in modo del tutto identico ad uno scaldabagno. Riportiamo nello specchietto qua sotto delle stime comparate di costi e tempi di rientro economico per questi sistemi, facendo riferimento all’unica forma di incentivo esistente, ovvero la possibilità di detrarre il 36% della spesa dalla denuncia del reddito:
La garanzia varia da 5 a 10 anni (a seconda del programma di manutenzione). Maggiore è l’utilizzo di acqua calda, maggiore è la convenienza nell’utilizzo di questi sistemi, per cui applicazioni di grandissima convenienza si hanno nel riscaldamento delle serre (sistemi a letto caldo) e nei caseifici Oltre che nei sistemi ad uso esclusivamente estivo, come le piscine o gli stabilimenti balneari). Altre applicazioni, utilizzanti la medesima tecnologia, ma finalizzata alla produzione di aria calda, si hanno negli essicatori per sementi. I sistemi di cui abbiamo
parlato vengono classificati come sistemi a “bassa temperatura”, perché
riscaldano l’acqua a temperature tra i 40 e i 70 gradi (ragion per cui
in genere sono associati ad accumuli di acqua in proporzione piuttosto
grandi: 100 litri ogni 2 mq). Esistono anche sistemi ad alta temperatura
(a costi naturalmente più elevati), utilizzati nelle regioni a climi
freddi per l’integrazione al riscaldamento (sistemi a tubo vacuo o
sotto-vuoto). |
