| Paesaggio e Architettura Rurale Territorio e ambiente nelle aree rurali |
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FEBBRE DEL CEMENTO Fulco Pratesi, Corriere della Sera, 25 gennaio 2001 |
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Che ogni anno vadano a fuoco in Italia sugli 80.000 ettari è sicuramente un fatto gravissimo. Ma in quasi tutti i casi (a meno che dopo il passaggio del fuoco l' uomo non si accanisca con pascolo, calpestio e costruzioni) la vegetazione, in un periodo che va da 10 anni (per la macchia mediterranea), a 50-100 anni per altre formazioni boschive, riprende il suo aspetto originario. Per i terreni, soprattutto quelli agricoli, vi è però un pericolo molto più grave, la distruzione del suolo coltivabile che scompare ad un ritmo spaventoso, coperto da una coltre di cemento e di asfalto che lo sterilizza per sempre. L' incendio grigio, molto più dannoso dell' incendio rosso, divora ogni anno nel nostro Paese circa 100.000 ettari di campagna, il doppio della superficie del Parco Nazionale d' Abruzzo. Secondo le statistiche comunitarie, mentre la perdita di terreno coltivabile nell'Ue è stata, dal 1967 al 1997, di circa il 2%, per l' Italia il calo è stato del 20%, dieci volte tanto. Case, autostrade, parcheggi, supermercati, industrie, ferrovie, svincoli, aeroporti, campi sportivi, discariche hanno divorato, (stando sempre ai dati dell' Eurostat, ufficio statistico dell' Unione Europea), dal 1987 al 1997 (dieci anni) circa 2.800.000 ettari , passando dai 17.400.000 dell' 87 ai 14.600.000. Grazie alla vistosa e notoria indifferenza del nostro Paese nei confronti della tutela del paesaggio e dell' agricoltura, oggi la quasi totalità del terreno agricolo (salvo qualche regione come la Toscana che è in qualche modo intervenuta in sua difesa) è ritenuta fabbricabile. Non considerando gli innumerevoli abusi, è quasi sempre sufficiente disporre di un ettaro (10.000 metri quadri) di proprietà per potersi costruire una casa. In molte regioni del sud bastano 5.000 metri quadrati e in qualche caso addirittura 3.000 (a volte neppure accorpati) per far innalzare legalmente uno di quegli orrendi edifici che deturpano quasi tutte le pianure del Meridione, mentre esistono migliaia di cascine, casolari, masserie che vengono fatti crollare nel disinteresse generale. Non per nulla l' Italia è il primo Paese d' Europa per disponibilità di abitazioni (ce ne sono 26 milioni, due vani a persona, per il 20% non occupate) ed è anche il secondo per produzione di cemento. Quel cemento che, assieme all'asfalto, impermeabilizza massicciamente il suolo, causando alluvioni e allagamenti. Il tutto non considerando che ognuno di noi dispone, nel nostro sovraffollato e montuoso paese, di soli 5000 metri quadri di territorio, un piccolo campo di pallone. E, se calcoliamo solo il terreno coltivabile, esso si riduce ad un orto di meno di 2.500 metri quadrati. |
