Paesaggio e Architettura Rurale  
Territorio e ambiente nelle aree rurali

DOCUMENTAZIONE
ANAB - Sardegna
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE BIOEDILE
Corso di Architettura Bioecologica ANAB-IBN 2000-2001


Recupero di un fabbricato rurale per scopi agrituristici con criteri bioedilizi e bioclimatici

 

Elaborati di lavoro - elementi di analisi agronomica

a cura di Paolo M. Callioni

CRITERI PROGETTUALI

DOCUMENTO PROVVISORIO DI LAVORO (IN ELABORAZIONE)

Progetto integrato di accoglienza agrituristica, ad elevata ecosistemicità e alto grado di autonomia delle attività aziendali, con strutture realizzate con criteri bioedili e bioclimatici.

La struttura prevederà i seguenti servizi: ristorazione agrituristica (80 coperti, con cibi prevalentemente aziendali), ospitalità (10 posti letto), sala conferenze (sino a 250 posti), magazzini e depositi, trasformazione prodotti, serra, vasca di accumulo acqua, centrale termica, area compostaggio.

ANALISI TERRITORIALE: Suoli: Typic, e Lithic Xerorthents su rocce metamorfiche, fertilità da buona a scarsa (classi III, IV,VI e VII della Land Capability Evaluation).

ASPETTI AGRARI Ordinamento colturale (su 3.5 ha) organico (biologico) con: 1 ha oliveto, 0.5 ha ortive, serra in ferro vetro da 1000 mq, 0.7 ha di foraggere, 0.7 ha pascolo, 0.5 residenze e verde. Coltivazioni: oliveto biologico, orto/frutteto (in serra e in piena aria) irriguo, foraggere. Allevamenti: circa 15 capi ovini in paddock (non vi sono produzioni tali da consentire la presenza di qualche capo bovino, come invece sarebbe stato auspicabile), pollame (galline, oche ecc.). Compostaggio in platea (in calcestruzzo di terra) di 10x4 m dei rifiuti organici provenienti dalla cucina e delle deiezioni animali (circa 40 mc/anno di letame). Produzioni: circa 1500 l di latte/anno, 25-30 agnelli, pollame, 40-50 q di frutta, 3-400 q di ortive, 1300 l di olio extravergine, 500 q di legna da ardere. Previsione di frangivento e alberate intorno all’azienda, di serra 1000 mq oltre che di tettoia e locale attrezzi e mezzi agricoli.

AGROINDUSTRIA locale di trasformazione per prodotti aziendali: minioleificio, zona conserve, zona macellazione, locale di deposito e conservazione dei prodotti trasformati.

RICETTIVITÀ TURISTICA: ristorazione, pernottamento, convegni, corsi di formazione sulle attività rurali. Offerta di cibi tipici prevalentemente aziendali, attività didattiche sulla trasformazione dei prodotti, ospitalità per convegni e seminari (anche di durata superiore al giorno), vendita di prodotti aziendali.

VERDE: creazione di area verde irrigua con prato inglese intorno ai fabbricati, (grazie anche al completo riciclo dell’acqua) con raffrescamento dell’ambiente estivo (per evapotraspirazione); e previsione di spoglianti nella parte S (ad esempio Jacaranda mimosefolia, per consentire l’irraggiamento invernale);

ASPETTI ENERGETICI: Alimentazione elettrica da pannelli a celle fotovoltaiche (posizionati sui tetti), con impianto interconnesso alla rete elettrica. Produzione di acqua calda da pannelli solari termici con accumulo in boiler interrato. Riscaldamento con radiatori a battiscopa alimentati con acqua calda da impianto solare termico integrato con impianto con caldaia a legna (parzialmente prodotta in azienda dalla potatura di alberate e frangivento). Camino a legna nella sala. Serra di accumulo invernale a S (smontabile d’estate).

IDROLOGIA: Riciclo delle acque piovane dalle gronde (circa 350 mc/anno su circa 250+280 mq di coperture) per usi civili non potabili. Riciclo completo delle acque di scarico attraverso impianto di fitodepurazione, con invio a vascone di accumulo freatico (utilizzo delle acque riciclate per colture e aree verdi). Il vascone sarà realizzato previa verifica di fattibilità geologica, con un piccolo sbarramento in terra. Pozzo freatico per prelievo delle acque di utilizzo civile.

RIFIUTI Compostaggio (in apposita concimaia a platea) di tutti i rifiuti organici e delle deiezioni animali, raccolta differenziata degli altri rifiuti (in particolare plastica, alluminio, carta) con previsione di apposita area di stoccaggio intermedia.

LA CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORlO SECONDO LE CLASSI DI CAPACITA' D’USO

Tra i sistemi di valutazione del territorio, elaborati in molti paesi europei ed extra-europei secondo modalità ed obiettivi differenti, la Land Capability Classification (Klingebiel, Montgomery, U.S.D.A. 1961) viene utilizzato per classificare il territorio per ampi sistemi agro-pastorali e non in base a specifiche pratiche colturali. La valutazione viene effettuata sull’analisi dei parametri contenuti nella carta dei suoli e sulla base delle caratteristiche dei suoli stessi.

Il concetto centrale della Land Capability non si riferisce unicamente alle proprietà fisiche del suolo, che determinano la sua attitudine più o meno ampia nella scelta di particolari colture, quanto alle limitazioni da questo presentate nel confronti dl uso agricolo generico; limitazioni che derivano anche dalla qualità del suolo, ma soprattutto dalle caratteristiche dell'ambiente in cui questo è inserito.

Ciò significa che la limitazione costituita dalla scarsa produttività di un territorio, legata a precisi parametri di fertilità chimica del suolo (pH, C.S.C., sostanza organica, salinità, saturazione in basi) viene messa in relazione ai requisiti del paesaggio fisico (morfologia, clima, vegetazione, etc.), che fanno assumere alla stessa limitazione un grado di intensità differente a seconda che tali requisiti siano permanentemente sfavorevoli o meno (es.: pendenza, rocciosità, aridità, degrado vegetale, etc.).

I criteri fondamentali della capacità d’uso sono:

  • di essere in relazione alle limitazioni fisiche permanenti, escludendo quindi le valutazioni dei fattori socio-economici

  • di riferirsi al complesso di colture praticabili nel territorio in questione e non ad una coltura particolare

  • di comprendere nel termine "difficoltà di gestione" tutte quelle pratiche conservative e sistematorie necessarie affinché, in ogni caso, l’uso non determini perdita di fertilità o degradazione del suolo

  • di considerare un livello di conduzione abbastanza elevato, ma allo stesso tempo accessibile alla maggior parte degli operatori agricoli

La classificazione si realizza applicando tre livelli di definizione in cui suddividere il territorio:

  1. classi

  2. sottoclassi

  3. unità

Le classi sono 8 e vengono distinte in due gruppi in base al numero e alla severità delle limitazioni: le prime 4 comprendono i suoli idonei alle coltivazioni (suoli arabili) mentre le altre 4 raggruppano i suoli non idonei (suoli non arabili), tutte caratterizzate da un grado di limitazione crescente. Ciascuna classe può riunire una o più sottoclassi in funzione del tipo di limitazione d'uso presentata (erosione, eccesso idrico, limitazioni climatiche, limitazioni nella zona di radicamento) e, a loro volta, queste possono essere suddivise in unità non prefissate, ma riferite alle particolari condizioni fisiche del suolo o alle caratteristiche del territorio.

Nelle tabelle che segue sono riportate le 8 classi e (poco più avanti) le 4 sottoclassi della Land Capability utilizzate (Cremaschi e Rodolfi, 1991, Aru, 1993).

 

CLASSE

DESCRIZIONE

ARABILITA’

I

suoli senza o con modestissime limitazioni o pericoli di erosione, molto profondi, quasi sempre livellati, facilmente lavorabili; sono necessarie pratiche per il mantenimento della fertilità e della struttura; possibile un'ampia scelta delle colture

si

II

suoli con modeste limitazioni e modesti pericoli di erosione, moderatamente profondi, pendenze leggere, occasionale erosione o sedimentazione; facile lavorabilità; possono essere necessarie pratiche speciali per la conservazione del suolo e delle potenzialità; ampia scelta delle colture

si

III

suoli con severe limitazioni e con rilevanti rischi per I'erosione, pendenze da moderate a forti, profondità modesta; sono necessarie pratiche speciali per proteggere il suolo dall'erosione; moderata scelta delle colture

si

IV

suoli con limitazioni molto severe e permanenti, notevoli pericoli di erosione se coltivati per pendenze notevoli anche con suoli profondi, o con pendenze moderate ma con suoli poco profondi; scarsa scelta delle colture, e limitata a quelle idonee alla protezione del suolo

si

V

non coltivabili o per pietrosità e rocciosità o per altre limitazioni; pendenze moderate o assenti, leggero pericolo di erosione, utilizzabili con foresta o con pascolo razionalmente gestito

no

VI

non idonei alle coltivazioni, moderate limitazioni per il pascolo e la selvicoltura; il pascolo deve essere regolato per non distruggere la copertura vegetale; moderato pericolo di erosione

no

VII

limitazioni severe e permanenti, forte pericolo di erosione, pendenze elevate, morfologia accidentata, scarsa profondità idromorfia, possibili il bosco od il pascolo da utilizzare con cautela

no

VIII

limitazioni molto severe per il pascolo ed il bosco a causa della fortissima pendenza, notevolissimo il pericolo di erosione; eccesso di pietrosità o rocciosità, oppure alta salinità, etc.

no

 La lettura delle indicazioni classi della land capability permette di ritrarre informazioni importanti sulle attività silvo-pastorali effettuabili in un area territoriale, come si comprende anche dal grafico che segue, che descrive le attività silvo-pastorali ammissibili per ciascuna classe di capacità d’uso:

 

Attività silvo-pastorali ammesse per ciascuna classe di capacità d’uso

FONTE: Brady, 1974 in [Cremaschi e Ridolfi, 1991]